Il corpo che pensa. La ricerca coreografica di Giselda Ranieri tra movimento e voce
Come la danza contemporanea integra linguaggi diversi per indagare le contraddizioni dell'emotività umana
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La performance rappresenta un modello di creazione scenica dove il movimento non segue uno schema predeterminato, ma si costruisce in tempo reale attraverso il dialogo tra corpo e mente. L'incontro tra danza, musica e clownerie genera uno spazio dove le emozioni si manifestano nei loro aspetti più contraddittori e affascinanti.
Una metodologia del continuo divenire
Secondo «Teatro e Critica», la pratica di Ranieri si distingue per una qualità particolare: il rifiuto di una successione ordinata e prevedibile degli elementi. Il lavoro in sala prove culmina in un laboratorio aperto al pubblico, trasformando il processo creativo in oggetto di osservazione. Questa trasparenza diviene centrale nella propria ricerca, permettendo di rivelare come il pensiero coreografico si articoli attraverso partiture che restano costantemente vive e reattive, piuttosto che cristallizzate in forme definitive.
Il binomio oppositivo come nucleo tematico
La dualità riso-pianto costituisce il fulcro attorno cui ruota l’indagine artistica. Questo binomio, già esplorato in precedenti fasi di ricerca, si condensa in una struttura dove due interpreti incarnano esseri in competizione continua. I movimenti paralleli si trasformano in duelli prossimi al proscenio, mentre microfoni amplificano suoni corporei: rumori organici generati da contorsioni e flessioni che si mescolano a una sonorizzazione elettronica campionata. Gli elementi stilistici rimandano agli anni Ottanta, dalle divise animalier agli riferimenti musicali orecchiabili, sino al Bolera di Ravel su uno sfondo di cuori neon pulsanti.
L’espressività come totalità
L’approccio integra dimensioni vocali, musicali, attoriali e persino animali, creando una forma ibrida che supera le categorie tradizionali. Come osserva la critica, lo spettacolo funziona come «human beatbox calamitante», uno strumento che cattura l’intero spettro emotivo attraverso ascese, discese, condensazioni e scioglimenti. I volti dei due interpreti diventano maschere tragicomiche sorprendenti, dove l’oscillazione tra il grave e l’acuto si materializza fisicamente sulla scena.
Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
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