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sabato 10 Ottobre 2026
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Scienza

Pfas, l’inchiesta di Lavialibera: così le sostanze chimiche russe continuano a entrare in Europa

La prima puntata ricostruisce la filiera che parte da San Pietroburgo e passa per Estonia, Germania e Israele; la politica europea vuole vietarli, parte dell'industria no

📰Rassegna stampa
Foto di repertorio · Yanishevsky · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

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I Pfas, sostanze chimiche resistenti ma pericolose per l'ambiente e per la salute, arrivano in Europa anche dalla Russia nonostante la guerra in Ucraina e le restrizioni. Lo sostiene una nuova inchiesta di Lavialibera, che in tre puntate segue la filiera da San Pietroburgo ad Alessandria.

Secondo la ricostruzione, in Russia diverse aziende producono Pfas e li vendono in Europa attraverso una catena composta da società intermediarie con sede in Germania e in Israele, compagnie di trasporto su gomma, multinazionali che noleggiano contenitori speciali e, alla fine, le grandi società produttrici di Pfas che hanno bisogno di materia prima. Tra queste l’inchiesta cita Syensqo Solvay, con sede in Italia. Il punto di ingresso nell’Unione europea è, almeno sulla carta, l’Estonia. Lavialibera dice di aver ricostruito il percorso grazie a registri di importazione, mail riservate e un viaggio lungo il confine russo.

Che cosa sono i Pfas

Sono oltre diecimila composti perfluoroalchilici: catene di atomi di carbonio e fluoro, inventate dalla statunitense DuPont negli anni Quaranta e arrivate in Europa dopo la seconda guerra mondiale. Si trovano in centinaia di prodotti, per esempio giacconi da neve, pentole antiaderenti e filo interdentale. La loro forza è la resistenza a calore, acqua e usura, ma proprio per questo restano nell’ambiente, si accumulano negli organismi e sono tossici: possono danneggiare alcuni organi, la fertilità e il sistema immunitario.

Una politica che vuole vietarli, un’industria che resiste

La politica europea intende vietare questi composti, ma l’industria, in particolare quella automobilistica e militare, non vuole sostituirli. La prima puntata ripercorre anche la nascita a San Pietroburgo, nel gennaio 2001, dell’azienda Anles, fondata dal professore di chimica Lev Moiseevich Kogan.

Cosa sappiamo

- I Pfas sono più di diecimila composti, usati in molti prodotti di consumo.
- Secondo l'inchiesta, la filiera passa per intermediari in Germania e Israele e per l'Estonia.

Cosa non sappiamo

- La replica delle aziende citate non è riportata nella puntata consultata.
- Quanto delle ricostruzioni sarà confermato dalle altre due puntate.

Cosa succede ora

Seguiranno altre due puntate dell'inchiesta.

Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

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