Vai al contenuto
sabato 10 Ottobre 2026
Tribune Italia
Da leggere
●Caregiver familiari, senza un censimento e con 257 milioni per il 2027: «Non vogliamo più essere invisibili»●CinemAmbiente verso i trent’anni: «Il cinema aiuta a cambiare, partendo dalle scelte personali»●Pfas, l’inchiesta di Lavialibera: così le sostanze chimiche russe continuano a entrare in Europa●Milano acquista 70 stampe di Gabriele Basilico: «Ritratti di fabbriche» entra nell’Archivio civico●«Cyberpunk 2077» al cinema: Paramount sviluppa un film live action con Lorenzo di Bonaventura●Peste polmonare in Siberia, gli Stati Uniti chiedono chiarimenti a Mosca●Abusi nell’infanzia, uno studio dell’UCLA li collega a differenze nella struttura del cervello●Morbillo in Pennsylvania: quasi mille casi, cinque morti e il timore di un’epidemia più grande di quella contata●Gli Aerosmith tornano sul palco: due concerti evento all’Hollywood Bowl con una lunga lista di ospiti●Bollette di luce e gas: con i rincari, cresce la richiesta di offerte a prezzo fisso●Claudio Baglioni torna a Villa Borghese: sette concerti a Roma dal 24 ottobre●Righeira, dieci cose da sapere sul duo che ha fatto ballare gli anni Ottanta

Cultura

CinemAmbiente verso i trent’anni: «Il cinema aiuta a cambiare, partendo dalle scelte personali»

La direttrice artistica Lia Furxhi racconta come sono cambiati i documentari ambientali e perché in Italia è così difficile finanziarli

📰Rassegna stampa
Foto di repertorio · alt1040 · CC BY-SA 2.0 · flickr

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 1200 × 200Scrivici

Il festival CinemAmbiente, il più importante in Italia dedicato ai film sull'ambiente, festeggerà nel 2027 la trentesima edizione a Torino. La direttrice artistica Lia Furxhi, intervistata da Lavialibera, spiega che il cinema può far nascere consapevolezza e voglia di cambiare.

Furxhi ha già iniziato a guardare i film e i cortometraggi candidati: tra migliaia di titoli la giuria ne sceglierà circa cento, che saranno proiettati a Torino nel giugno 2027. Per lei il cinema risponde al bisogno di raccontare tutte le storie, quelle delle persone, degli animali e delle piante, e dalla visione può nascere la volontà di cambiare, a partire dalle scelte personali.

Dalle origini ai giorni nostri

Il festival è nato trent’anni fa da un’intuizione di Gaetano Capizzi, che aveva capito che il cinema poteva comunicare il cambiamento climatico e i problemi ambientali. Erano gli anni del grande dibattito sul nucleare e la prima edizione fu interamente dedicata a quel tema. Pubblico e finanziamenti sono cambiati, ma resta l’urgenza di smuovere emozioni e coscienze.

Documentari che raccontano storie

Negli ultimi anni, spiega Furxhi, i documentari ambientali sono cambiati: all’inizio erano soprattutto reportage televisivi di denuncia, oggi le produzioni internazionali seguono spesso i codici della fiction, con una sceneggiatura e uno storytelling che fa affezionare il pubblico a un protagonista. In Italia questo non è stato ancora recepito da tutti, anche perché è difficilissimo trovare finanziamenti: in Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia esistono canali pubblici di sostegno che qui mancano. Qualcosa, però, si muove verso il cinema d’autore, che unisce tecnica e messaggio.

Cosa sappiamo

- La trentesima edizione sarà a Torino nel giugno 2027.
- Tra migliaia di titoli ne saranno scelti circa cento.

Cosa non sappiamo

- Il programma e i film in concorso.

Cosa succede ora

La selezione dei film per il 2027 è in corso.

Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 300 × 250Scrivici