Caldo e lavoro: lo studio Inail-Cnr sugli effetti del cambiamento climatico su salute e sicurezza
Le ondate di calore più frequenti aumentano il rischio di infortuni e di danni alla salute, soprattutto in Italia e nel Mediterraneo
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Il cambiamento climatico non riguarda solo l'ambiente: pesa anche su salute e sicurezza di chi lavora. Lo mostra uno studio realizzato da Inail e Cnr, che parte dal fatto che Italia e area mediterranea sono tra le zone più vulnerabili al riscaldamento.
Nella comunità scientifica è largamente condivisa l’evidenza dell’impatto del clima sulla salute. L’Ipcc ha confermato la tendenza degli ultimi vent’anni, con estati recenti tra le più calde di sempre; nei prossimi anni è atteso un aumento di intensità, frequenza e durata delle ondate di calore.
Il caldo e gli infortuni
Gli studi epidemiologici citati mostrano che lavorare in condizioni di caldo eccessivo espone a rischi diretti per la salute e aumenta la probabilità di infortunio: condizioni fisiche e cognitive compromesse riducono la capacità di reagire agli imprevisti. Mani sudate, superfici molto calde e visibilità peggiore possono favorire scivolamenti, cadute e collisioni; affaticamento e disidratazione possono compromettere stabilità e concentrazione.
Oltre l’infortunio
Il legame, precisa lo studio, non si limita agli incidenti: un’esposizione maggiore alle radiazioni solari o l’interazione con gli inquinanti possono avere altre conseguenze per la salute di chi lavora.
Cosa sappiamo
- Caldo eccessivo aumenta il rischio di infortuni e altri danni alla salute.
- Italia e Mediterraneo sono tra le aree più vulnerabili.
Cosa non sappiamo
- Le misure di prevenzione proposte nello studio: non sono nell'estratto consultato.
Cosa succede ora
Si attende un aumento di ondate di calore nei prossimi anni.
Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
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