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sabato 10 Ottobre 2026
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Cultura

«Abitare le rovine del presente»: al Macro di Roma la mostra sulle rigenerazioni dal basso

Fabbriche dismesse e uffici abbandonati diventano case e spazi pubblici; tra gli esempi l'ex Snia Viscosa e Spin Time. Fino al 10 maggio 2026

🗂️Dall’archivio
«Abitare le rovine del presente»: al Macro di Roma la mostra sulle rigenerazioni dal basso
Foto di repertorio · Albarubescens · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

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Non solo Fori imperiali: a Roma esistono rovine moderne, ex fabbriche e uffici dismessi, che sono diventati luoghi per abitare e vivere. Al Macro, fino al 10 maggio 2026, la mostra «Abitare le rovine del presente» le racconta.

Secondo Il Tascabile, questi spazi nati da una modernità fallita hanno consentito nuove forme di abitare e di comunità, rispondendo a bisogni a cui la società non dava risposta. Spesso lo hanno potuto fare grazie all’invisibilità istituzionale, come all’ex Snia Viscosa dove il Lago Bullicante si è rinaturalizzato, e all’attivazione di comunità che li occupano e li difendono, come è accaduto negli ultimi mesi per gli ex Mercati generali e per Spin Time.

Dalla Biennale al Macro

L’esposizione nasce da «Agency for better living», presentato al Padiglione Austria della Biennale di architettura di Venezia 2025, a cura di Sabine Pollak, Michael Obrist e Lorenzo Romito, ed è stata ampliata e adattata agli spazi del museo romano. Giulia Fiocca e Lorenzo Romito fanno parte di Stalker, collettivo di artisti, architetti e attivisti che dal 1995 attraversa i luoghi abbandonati di Roma per ripensarli con chi li vive. Per i curatori non è solo una mostra, ma un archivio, uno spazio di negoziazione e un possibile laboratorio permanente.

Le sale

La prima sala è dedicata alla storia: un arazzo di striscioni e slogan per il diritto alla casa occupa una parete, una timeline testuale e fotografica ripercorre la questione abitativa a Roma dal 1870 a oggi e tre frammenti di colonna coclide di Jessi Birtwistle, fatti di materiali di scarto, raccontano i momenti chiave della lotta. Nella seconda una grande mappa realizzata da Stalker, IUR Map e Scomodo mostra tutti gli spazi chiusi, abbandonati o occupati della città, accanto a uno schedario in legno, «Corviale», con una scheda per ogni luogo.

Cosa sappiamo

- Visitabile fino al 10 maggio 2026.
- Parte dal progetto presentato alla Biennale di architettura 2025.

Cosa non sappiamo

- Il resto degli esempi esposti.

Cosa succede ora

La mostra chiude il 10 maggio 2026.

Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

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