Vai al contenuto
sabato 10 Ottobre 2026
Tribune Italia
Da leggere
●Caregiver familiari, senza un censimento e con 257 milioni per il 2027: «Non vogliamo più essere invisibili»●CinemAmbiente verso i trent’anni: «Il cinema aiuta a cambiare, partendo dalle scelte personali»●Pfas, l’inchiesta di Lavialibera: così le sostanze chimiche russe continuano a entrare in Europa●Milano acquista 70 stampe di Gabriele Basilico: «Ritratti di fabbriche» entra nell’Archivio civico●«Cyberpunk 2077» al cinema: Paramount sviluppa un film live action con Lorenzo di Bonaventura●Peste polmonare in Siberia, gli Stati Uniti chiedono chiarimenti a Mosca●Abusi nell’infanzia, uno studio dell’UCLA li collega a differenze nella struttura del cervello●Morbillo in Pennsylvania: quasi mille casi, cinque morti e il timore di un’epidemia più grande di quella contata●Gli Aerosmith tornano sul palco: due concerti evento all’Hollywood Bowl con una lunga lista di ospiti●Bollette di luce e gas: con i rincari, cresce la richiesta di offerte a prezzo fisso●Claudio Baglioni torna a Villa Borghese: sette concerti a Roma dal 24 ottobre●Righeira, dieci cose da sapere sul duo che ha fatto ballare gli anni Ottanta

Cultura

Dal Maxiprocesso alla Superprocura: il libro di Cangialosi riporta la storia dentro il lavoro giudiziario

Pubblicato da Libridine nella collana «Documenti», 224 pagine, guarda a ciò che il processo ha rappresentato per le istituzioni

📰Rassegna stampa
Dal Maxiprocesso alla Superprocura: il libro di Cangialosi riporta la storia dentro il lavoro giudiziario
Foto di repertorio · Collaboratore Fondazione Giovanni Falcone · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 1200 × 200Scrivici

«Dal maxiprocesso alla superprocura. Tra storia e cronaca» di Francesco Cangialosi, edito da Libridine nella collana «Documenti», prova a cambiare la prospettiva da cui si guarda il Maxiprocesso di Palermo.

Il punto di partenza è il processo, ma il libro non si ferma alla sua dimensione quasi leggendaria: guarda a ciò che rappresentò per le istituzioni, per la cultura giudiziaria e per l’idea stessa di come lo Stato dovesse organizzare il contrasto alla mafia. Secondo la recensione di Pasquale Hamel, il Maxiprocesso rischia di essere trasformato in un monumento della memoria, con Falcone, Borsellino, il bunker, i grandi numeri e le dichiarazioni dei collaboratori, ma la storia non coincide con il monumento.

La macchina del processo

L’autore riporta la vicenda nella concretezza del lavoro giudiziario: fu una macchina gigantesca che doveva funzionare, con centinaia di imputati, una quantità enorme di prove e collegamenti criminali tra territori diversi. Il problema, scrive Hamel, non era solo dimostrare la forza di Cosa nostra ma costruire un procedimento capace di reggere fino alla decisione finale. Il libro ricorda le 350 udienze, dal 10 febbraio 1986 al 16 dicembre 1987.

Il presidente della Corte

Particolare attenzione è dedicata ad Alfonso Giordano, presidente della Corte d’assise, per la capacità di mantenere la continuità del dibattimento e l’equilibrio fra le parti in una stagione in cui l’eccezionalità dell’evento rischiava di diventare anche eccezionalità mediatica. Restituire spazio al presidente, osserva il recensore, ricorda che la risposta dello Stato alla mafia non si esaurisce nell’indagine: a un certo punto la prova deve essere discussa e un collegio deve decidere.

Cosa sappiamo

- Il libro ha 224 pagine ed esce nella collana «Documenti» di Libridine.
- Le udienze furono 350, tra il 10 febbraio 1986 e il 16 dicembre 1987.

Cosa non sappiamo

- Le conclusioni complete del libro.

Cosa succede ora

Le fonti non indicano presentazioni.

Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 300 × 250Scrivici