Vai al contenuto
sabato 10 Ottobre 2026
Tribune Italia
Da leggere
●Caregiver familiari, senza un censimento e con 257 milioni per il 2027: «Non vogliamo più essere invisibili»●CinemAmbiente verso i trent’anni: «Il cinema aiuta a cambiare, partendo dalle scelte personali»●Pfas, l’inchiesta di Lavialibera: così le sostanze chimiche russe continuano a entrare in Europa●Milano acquista 70 stampe di Gabriele Basilico: «Ritratti di fabbriche» entra nell’Archivio civico●«Cyberpunk 2077» al cinema: Paramount sviluppa un film live action con Lorenzo di Bonaventura●Peste polmonare in Siberia, gli Stati Uniti chiedono chiarimenti a Mosca●Abusi nell’infanzia, uno studio dell’UCLA li collega a differenze nella struttura del cervello●Morbillo in Pennsylvania: quasi mille casi, cinque morti e il timore di un’epidemia più grande di quella contata●Gli Aerosmith tornano sul palco: due concerti evento all’Hollywood Bowl con una lunga lista di ospiti●Bollette di luce e gas: con i rincari, cresce la richiesta di offerte a prezzo fisso●Claudio Baglioni torna a Villa Borghese: sette concerti a Roma dal 24 ottobre●Righeira, dieci cose da sapere sul duo che ha fatto ballare gli anni Ottanta

Cultura

Louis Malle e la rivelazione di un capolavoro: quando il jazz incontra il noir parigino

Come un primo lungometraggio del 1958 ha anticipato i temi della Nouvelle Vague attraverso la solitudine umana e una colonna sonora memorabile.

📰Rassegna stampa
Vue de la Rue Louis Malle (Villeurbanne)
Foto di repertorio · Benoît Prieur · CC0 · Wikimedia Commons

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 1200 × 200Scrivici

Quando un regista debutta con un'opera destinata a segnare la storia del cinema, è raro che il merito sia interamente suo. Nel caso di Ascensore per il patibolo, il talento di Louis Malle si espresse grazie a una confluenza di elementi: una sceneggiatura complessa, una fotografia rigorosa e soprattutto la presenza di Miles Davis, il cui contributo musicale trasformò radicalmente il progetto.

Una storia di due solitudini parallele

Il film nasce dall’adattamento di un romanzo di Noël Calef, ma Malle e il sceneggiatore Roger Nimier operarono modifiche sostanziali. La più decisiva fu l’introduzione del personaggio di Florence, l’amante di Julien, con una scelta narrativa che determina tutta l’architettura emotiva dell’opera: i due protagonisti non si incontrano mai, divisi da uno spazio e da un destino che li allontana irremediabilmente. Mentre Julien rimane confinato in uno spazio angusto, Florence si aggira disperatamente per Parigi, due esistenze sospese nello stesso abisso di isolamento.

Il linguaggio visivo di Malle

Al di là della trama di genere poliziesco, Malle costruisce una riflessione sulla fragilità umana attraverso scelte formali molto consapevoli. La macchina da presa lavora per sottrazione: dissolvenze, stacchi secchi, silenzi lunghi e dialoghi ridotti all’essenziale. Questo approccio minimalista, supportato dalla fotografia in bianco e nero di Henri Decaë, rivela l’influenza di Alfred Hitchcock e Jacques Tati. Non è il suspense convenzionale a guidare lo spettatore, ma piuttosto l’angoscia e il pessimismo di personaggi travolti dal caso.

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 1200 × 200Scrivici

Miles Davis come protagonista invisibile

L’episodio della colonna sonora rappresenta una leggenda del cinema. Miles Davis e il suo gruppo improvvisarono l’intera musica in una sola notte, tra le undici di sera e le cinque del mattino, guardando le scene proiettate. Secondo Malle, «quando attaccammo il missaggio finale e aggiungemmo la musica, sembrò subito decollare»: la tromba del jazzista americano divenne indissolubile dalla figura di Florence nella notte parigina illuminata dai neon, conferendo al film una dimensione poetica inaspettata.

Un autore in dialogo con il suo tempo

Sebbene Malle rifiutasse di aderire formalmente alla Nouvelle Vague, il suo primo lungometraggio ne anticipa alcuni fermenti stilistici: lo stile rigoroso, l’uso innovativo della macchina da presa, la ricerca di una verità attraverso l’osservazione fredda. Henri Decaë, il suo direttore della fotografia, diverrà in seguito il fotografo di riferimento della Nuova Ondata. Tuttavia, Malle non condivideva il rifiuto dei cineasti della Nouvelle Vague verso la storia del cinema francese precedente.

Una carriera all’insegna della sfida borghese

Nato a Thumeies nel 1932 da una famiglia dell’alta borghesia, Malle avrebbe dedicato l’intera sua opera a una critica costante della classe di appartenenza, focalizzandosi sulle incoerenze nascoste e sui conflitti familiari. Dopo il successo di Ascensore per il patibolo, la sua filmografia si arricchì di titoli come Soffio al cuore e Il danno, fino al suo ultimo film del 1994, Vanya sulla 42esima strada, adattamento moderno della celebre pièce di Čechov.

Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 300 × 250Scrivici