Caregiver familiari, senza un censimento e con 257 milioni per il 2027: «Non vogliamo più essere invisibili»
Chi assiste un familiare non autosufficiente spesso rinuncia al lavoro e alla propria salute; il governo prepara una legge, ma nessuno sa quante persone riguardi
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In Italia chi si prende cura ogni giorno di un parente non autosufficiente è una figura essenziale e quasi senza tutele. La ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha annunciato per i caregiver un disegno di legge e 257 milioni di euro per il 2027, ma manca perfino un censimento di quanti siano.
Lisa Orrico è la mamma di Simona, sette anni, che ha una disabilità complessa e ha bisogno di assistenza ventiquattr’ore su ventiquattro. Ha fondato l’associazione Mimola per aiutare chi vive la stessa situazione. Racconta una giornata che comincia con i farmaci al mattino e finisce con gli stessi farmaci la sera, e di notte controlla i parametri vitali della figlia: nemmeno allora si riposa. Ha rimandato per quattro mesi una mammografia, perché prendersi cura della bambina viene prima del proprio controllo.
Un ruolo senza riconoscimento
«Caregiver familiare» è un termine importato senza traduzione per indicare chi si occupa di un parente stretto non autosufficiente. È un ruolo indispensabile, ma spesso porta a isolamento, impoverimento e invisibilità. Secondo l’inchiesta pubblicata da Lavialibera, l’universo è vastissimo e trasversale: ci sono minorenni e studenti, figli che assistono i genitori, mogli e mariti che curano il coniuge, fratelli, genitori la cui vita si lega a quella del figlio fin dalla nascita. Alcuni riescono a mantenere un lavoro con poche ore di assistenza, altri, come Lisa, hanno dovuto lasciarlo.
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I numeri che mancano
All’inizio del 2026 la ministra Locatelli ha parlato di una legge dedicata, per riconoscere la dignità di chi ama e cura senza voler essere sostituito, ma affiancato. Sul tavolo il ministero ha messo 257 milioni di euro per il 2027, una cifra che difficilmente potrà coprire i bisogni reali. Non esiste, inoltre, un censimento: la competenza è delle Regioni e ognuna si muove con le risorse che ha, perciò sono gli stessi caregiver ad aver provato a contarsi e a calcolare quali risorse siano destinate a questo lavoro non retribuito.
Un compito che pesa soprattutto sulle donne
Due docenti dell’Università del Molise, Fabio Ferrucci e Giuseppe Monteduro, hanno condotto uno dei pochi studi italiani sul benessere dei caregiver di persone con disabilità, pubblicato alla fine dell’anno scorso. Dalle interviste emerge che la maggioranza è donna e che spesso la relazione è tra madre e figlio, con il rischio di una condizione di «genitore perenne». Nei Paesi dell’Europa meridionale, ricorda l’inchiesta, questo ruolo è tradizionalmente affidato alle donne, mentre i costi di cure e macchinari sono altissimi.
Cosa sappiamo
- Il ministero delle Disabilità ha stanziato 257 milioni di euro per il 2027.
- Non è mai stato fatto un censimento nazionale e la materia è di competenza regionale.
- Lo studio dell'Università del Molise indica che la maggioranza dei caregiver è donna.
Cosa non sappiamo
- Quanti siano i caregiver in Italia.
- Quando arriverà il disegno di legge in Parlamento e in quale forma.
Cosa succede ora
Le fonti consultate non indicano date per il disegno di legge.
Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
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