Albissola: quando l’argilla diventa linguaggio dell’avanguardia
In Liguria, sei secoli di maestria ceramica incontrano le rivoluzioni artistiche del Novecento
Pubblicità
Nel savonese esiste un luogo dove la tradizione artigianale dialoga costantemente con le sperimentazioni delle avanguardie del '900. Albissola Marina e Albissola Superiore rappresentano un fenomeno raro: un borgo che ha trasformato il proprio patrimonio manifatturiero in testimonianza viva di come la materia possa veicolare innovazione estetica attraverso i decenni.
La maiolica come identità urbana
La storia ceramica di Albissola affonda le radici nel Cinquecento, quando il territorio savonese era già un centro produttivo rilevante. L’elemento distintivo della tradizione locale è lo “Antico Savona”: uno stile caratterizzato dal monocromo blu su fondo bianco, sottoposto a cottura ad alta temperatura. Camminando nei vicoli del centro storico, questa identità formale permane intatta, in quanto ha saputo rinnovarsi mantenendo coerenza tecnica ed eleganza compositiva.
Pubblicità
Il passaggio dalle botteghe alla strada
Un’inversione decisiva si verifica quando la maiolica abbandona lo spazio chiuso dell’atelier e diviene architettura collettiva. Il Lungomare degli Artisti rappresenta questa trasformazione: una galleria a cielo aperto dove mosaici in terracotta dialogano con il paesaggio costiero. I nomi coinvolti in questa realizzazione—Lucio Fontana, Aligi Sassu, Roberto Crippa—indicano come Albissola abbia attratto personalità di rilievo internazionale.
Dal futurismo allo spazialismo
Il territorio della Riviera di Ponente conosce una mutazione decisiva durante il Novecento. Filippo Tommaso Marinetti riconobbe al borgo lo status di «Libera Città Futurista», consacrando così il contributo di artisti come Tullio d’Albisola. Negli anni dal 1950 al 1960, le fornaci diventano laboratorio dello Spazialismo e del movimento CoBrA: Fontana sviluppa i suoi “Concetti Spaziali” in terracotta, un processo che ridefinisce il linguaggio della scultura moderna.
Un microcosmo artistico sulla collina
La Casa Museo di Asger Jorn, posizionata sulla collina della Bruciata, racchiude una visione estetica totalizzante. L’artista danese ha rivestito l’abitazione, i giardini e i percorsi esterni con mosaici, bassorilievi e sculture ceramiche di stampo eclettico, trasformando lo spazio domestico in opera d’arte integrale.
Percorsi tra musei e botteghe attive
Per chi desideri approfondire questo paesaggio ceramico, il percorso include la Fornace Alba Docilia e il MuDA, il museo diffuso che cataloga il patrimonio cittadino. Nelle botteghe ancora operative del centro, tornitori e decoratori continuano a modellare l’argilla secondo gesti trasmessi generazionalmente, offrendo così una continuità visibile tra passato e presente.