Carne e latte da laboratorio: uno studio della Cattolica frena le promesse, tra rese minime e consumi elevati
Presentata al ministero dell'Agricoltura l'analisi sulla fermentazione di precisione e sulla carne coltivata; la Fondazione Aletheia chiede studi preclinici e clinici
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La carne coltivata e le proteine del latte prodotte con la fermentazione di precisione sono fattibili in laboratorio, ma sicurezza su scala industriale, costi e impatto ambientale restano da dimostrare. È la conclusione di una ricerca della Facoltà di Scienze agrarie dell'Università Cattolica, sede di Piacenza, illustrata in un convegno al ministero dell'Agricoltura.
Il lavoro ha esaminato le due principali innovazioni del settore. La prima è la fermentazione di precisione, usata per replicare le proteine del latte; la seconda è la carne coltivata in vitro. Secondo lo studio, sul piano biologico la fattibilità in laboratorio è stata raggiunta, ma mancano garanzie sulla sicurezza industriale e sulla sostenibilità economica e ambientale.
I numeri della fermentazione di precisione
Nei test sul lievito Komagataella phaffii, impiegato per ottenere la beta-caseina, la produzione si è fermata a 6 milligrammi di proteina per litro di coltura, con consumi energetici elevati. L’indagine segnala inoltre una resistenza agli antibiotici nel costrutto utilizzato e ricorda che produrre una singola proteina non basta a riprodurre le caratteristiche nutrizionali e organolettiche del latte. Per i ricercatori l’impatto ambientale, a causa dei consumi dei laboratori, non è competitivo con quello degli allevamenti tradizionali.
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Il confronto sulla carne coltivata
Per la carne coltivata in vitro lo studio stima un divario di produttività di 40 a 1 rispetto ai modelli teorici, con forte spreco di risorse e un impiego di terreno di coltura oltre trenta volte superiore; mancano inoltre componenti strutturali come i tessuti.
La posizione di Aletheia
Al convegno «Il cibo fatto in laboratorio. I rischi per la salute e l’ambiente» Antonio Gasbarrini, direttore scientifico della Fondazione Policlinico Gemelli e presidente del comitato scientifico della Fondazione Aletheia, ha sostenuto che senza studi preclinici e clinici obbligatori sarà molto complicato capire se questi alimenti siano sicuri per la salute dei cittadini.
Cosa sappiamo
- La fermentazione di precisione ha prodotto 6 mg di proteina per litro di coltura nei test.
- Per la carne coltivata si stima un divario di produttività di 40 a 1 rispetto ai modelli teorici.
Cosa non sappiamo
- Se e come queste tecnologie potranno diventare sostenibili su scala industriale.
- Come la pensano altri gruppi di ricerca o i produttori del settore: non sono citati nelle fonti.
Cosa succede ora
La Fondazione Aletheia chiede studi clinici e preclinici obbligatori prima di un'eventuale diffusione.
Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
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