La guerra silenziosa delle parole. Come la propaganda riscrive il conflitto ucraino
Disinformazione sistemica e revisione storica: gli strumenti di controllo della narrativa oltre le armi
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Accanto alle operazioni militari, esiste una campagna altrettanto metodica di manipolazione della realtà. Secondo l'analisi della rivista EUvsDisinfo, il Cremlino ha costruito una strategia informativa coordinata che affianca l'aggressione fisica, cercando di controllare non solo il territorio ma anche la percezione globale del conflitto.
Negare l’esistenza stessa dell’avversario
La fondazione dell’aggressione russa riposa su un presupposto radicale: contestare il diritto dell’Ucraina a esistere come nazione sovrana. Prima ancora dello scontro militare diretto, Mosca ha preparato il terreno attraverso una riscrittura sistematica della storia, distorcendo i fatti e rifiutando responsabilità per azioni passate. In questo quadro, il Cremlino ha sfruttato l’immaginario della Seconda guerra mondiale, presentandosi paradossalmente come vittima che combatte il «nazismo». Si tratta di una strategia di delegittimazione che precede e accompagna la violenza: non basta conquistare, occorre convincere che il nemico non dovrebbe nemmeno esistere legalmente.
Dalla propaganda interna al controllo delle menti
All’interno dei confini russi, secondo EUvsDisinfo, la macchina propagandistica dello stato ha alimentato sistematicamente l’odio verso gli ucraini attraverso i media controllati, desumanizzandoli e preparando l’opinione pubblica ad accettare crimini di guerra. Parallelamente, il Cremlino ha implementato una censura senza precedenti, smantellando infrastrutture informative indipendenti nei territori occupati e reprimendo dissenso attraverso leggi restrittive. La personalità di Vladimir Putin è stata trasformata in strumento di controllo, permeando l’intero sistema educativo: dai manuali scolastici fino alle università gestite da funzionari della sicurezza dello stato, la disinformazione pro-Cremlino è diventata parte della formazione ordinaria.
Mascherare l’inaccettabile con le bugie
Man mano che si accumulano le prove di crimini di guerra, Mosca ha moltiplicato le campagne di disinformazione per occultare responsabilità. Questo non riguarda soltanto le operazioni belliche, ma anche l’interruzione deliberata di risorse vitali come cibo ed energia, per cui la Russia inverte i ruoli incolpando gli altri. Le tecniche si sono sofisticate: la campagna «Doppelgänger» imita siti di testate occidentali, mentre si sfruttano temi complessi e emotivi—minacce nucleari, biologiche, chimiche—per seminare paura e confusione. Persino il concetto di pace viene strumentalizzato, secondo la rivista, seguendo un copione autorità classico di finte trattative mentre la guerra prosegue.