LINTD: «L’arte forse è inutile, ma se ha un posto è essere onesti». Un’intervista tra musica nera e filosofia del cinema
Il produttore nigeriano di ventisette anni, di casa a Manchester, parla di radici, di Sun Ra e di una trilogia sull'«impossibile nero»
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«Non so se l'arte abbia uno scopo», dice Iyunoluwanimi Yemi-Shodimu, in arte LINTD. «Forse è del tutto inutile, forse è solo divertimento. Ma se ha un posto nella società, penso sia essere onesti, così gli altri possono sentirsi più se stessi». È una delle frasi che aprono l'intervista pubblicata da Scomodo.
Yemi-Shodimu ha 27 anni, è nato a Lagos e vive da anni a Manchester; ha appena concluso un dottorato in filosofia del cinema, un dettaglio che spiega la precisione con cui usa le parole e costruisce immagini. Si definisce un «negro producer», formula che nel suo uso non è provocazione ma manifesto, una dichiarazione di metodo prima che di identità.
La musica nera come punto di partenza
Per lui la tradizione della musica nera è «la prima informatrice»: anche quando qualcuno ascolta un brano e non lo riconosce subito come tale, lui torna a quella continuità. Non è questione di genere o di stile, ma di onestà verso una genealogia che include Sun Ra, Alice Coltrane, D’Angelo e Prince, citati non come influenze ma come necessità personali.
Il progetto
Il suo lavoro artistico si chiama Black Impossible Trilogy, una trilogia di cui l’estratto consultato riporta solo l’inizio.
Cosa sappiamo
- LINTD ha 27 anni ed è nato a Lagos.
- Il suo progetto è la Black Impossible Trilogy.
Cosa non sappiamo
- Dettagli e uscita dei capitoli della trilogia.
Cosa succede ora
Le fonti non indicano sviluppi.
Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
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