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sabato 10 Ottobre 2026
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Esteri

Medio Oriente, Trump: «Nessun attacco all’Iran prima del voto di metà mandato». Intanto gli Houthi colpiscono l’Arabia Saudita

Il presidente parla di colloqui produttivi con Teheran; missili sugli aeroporti sauditi, Crosetto: 500 militari italiani nell'area

📰Rassegna stampa
Foto di repertorio · Vanquish0 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

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Gli Stati Uniti non attaccheranno l'Iran prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre e stanno avendo «discussioni produttive» con Teheran: lo ha scritto Donald Trump sul suo social. Sul terreno, però, l'8 ottobre gli Houthi hanno rivendicato nuovi attacchi con missili contro aeroporti e una base dell'Arabia Saudita.

Nel messaggio il presidente americano sostiene che l’Iran sia in condizioni pessime, sul piano economico e militare, e che il blocco resti pienamente in vigore. Secondo Trump attraverso lo Stretto di Hormuz transiterebbe petrolio in quantità record: 22 milioni di barili solo nell’ultima notte, nessuno dei quali proveniente dall’Iran o diretto lì.

Gli attacchi in Arabia Saudita

Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha scritto su X che le forze del movimento filoiraniano hanno colpito l’aeroporto Re Khalid di Riad con due missili da crociera, quello di Najran con un missile balistico e la base aerea di Khamis Mushait, causando secondo lui danni e l’interruzione del traffico aereo nei due scali. Fonti informate hanno riferito che almeno un aereo è stato gravemente danneggiato a Riad. Il governo saudita ha comunicato che i detriti di un missile balistico intercettato hanno danneggiato un asilo e un complesso medico. Il gruppo Lufthansa ha deciso di sospendere fino al 16 ottobre i collegamenti con Riad, citando gli sviluppi in Medio Oriente.

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La presenza italiana

Ascoltato in audizione dopo l’attacco alla base di Ta’if, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha detto che nell’area saudita operano circa 500 militari italiani, divisi in una task force aerea e una terrestre, e che l’Arabia Saudita ha chiesto aiuto all’Italia per difendersi da possibili attacchi. Non si tratta, ha chiarito, di una nuova missione.

Preparativi e diplomazia

Secondo Axios, che cita funzionari americani, il Pentagono ha dato istruzioni al Comando centrale di completare i preparativi per riprendere le operazioni di combattimento su larga scala contro l’Iran: la direttiva non indica una data e Trump non avrebbe ancora deciso. Fonti statunitensi e israeliane ritengono che un’azione possa avvenire prima del voto di novembre; tra i possibili bersagli ci sarebbero obiettivi energetici, infrastrutturali e nucleari. Sul fronte diplomatico, Vladimir Putin, dopo l’incontro a Turkmenbashi con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, ha detto che la Russia è pronta a fare qualsiasi cosa per aiutare l’Iran a sistemare la situazione.

Cosa sappiamo

- Gli Houthi rivendicano attacchi contro Riad, Najran e Khamis Mushait; Lufthansa sospende i voli su Riad fino al 16 ottobre.
- Crosetto indica circa 500 militari italiani in Arabia Saudita.

Cosa non sappiamo

- Se Trump deciderà un'azione dopo il voto: la decisione definitiva non è stata presa, secondo Axios.
- L'entità reale dei danni, indicata finora dalle parti in causa.

Cosa succede ora

Restano aperte la trattativa con Teheran e la possibilità di una ripresa delle operazioni.

Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

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