Montecitorio, approvato alla Camera l’atto per valorizzare i beni culturali delle sedi parlamentari: oltre cento adesioni
Presentato da Stefano Colucci, sottoscritto dal vicepresidente Sergio Costa e sostenuto da Alessandro Caramiello: prevede un servizio permanente per il patrimonio
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Il 23 luglio 2025 la Camera ha approvato un provvedimento promosso dalla XVII Commissione Arte per rendere fruibili e valorizzare i beni artistici delle sedi parlamentari, a partire da Palazzo Montecitorio. Secondo l'organizzazione hanno aderito oltre cento parlamentari.
Il 23 luglio 2025 la Camera dei deputati ha approvato un provvedimento che punta a rendere fruibili, tutelati e valorizzati i beni artistici e culturali delle sedi parlamentari, a cominciare da Palazzo Montecitorio. Lo ha promosso la XVII Commissione «Arte» dell’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo del Sud, delle Isole e delle Aree Fragili; l’ha presentato il presidente della Commissione, Stefano Colucci, e l’ha sottoscritto il vicepresidente della Camera Sergio Costa, con il sostegno dell’onorevole Alessandro Caramiello, presidente dell’Intergruppo. Secondo la Commissione hanno aderito oltre cento parlamentari di maggioranza e opposizione, una convergenza che il comunicato definisce storica.
Che cosa prevede
Il testo, per come lo descrive l’organizzazione, riconosce il valore delle opere presenti a Montecitorio (affreschi, dipinti, vetrate, sculture e arredi) e impegna la Camera a istituire un Servizio permanente per il patrimonio culturale, con storici dell’arte, restauratori, archivisti ed esperti, incaricato di tutela, catalogazione e valorizzazione. Sono previste visite guidate, mostre tematiche, cataloghi digitali e percorsi multimediali per cittadini, studiosi, scuole e università, sul modello di diversi parlamenti europei. La Commissione lo presenta come primo passo verso una modifica dell’articolo 9 della Costituzione, perché la fruizione pubblica del patrimonio istituzionale trovi spazio nella Carta.
Le parole di Caramiello
Per Caramiello «la tutela del patrimonio culturale non può più essere solo un dovere morale o un principio astratto», ma deve tradursi in atti concreti che rendano le istituzioni specchio della Nazione e della sua storia artistica.
Cosa sappiamo
- Approvazione il 23 luglio 2025, secondo il comunicato.
- Prevede un Servizio permanente per il patrimonio culturale e iniziative per il pubblico.
- Presentato da Stefano Colucci, sottoscritto da Sergio Costa.
Cosa non sappiamo
- La natura dell'atto: il comunicato parla di emendamento, mentre un altro comunicato della stessa organizzazione lo indica come ordine del giorno n. 40, che è un atto di indirizzo e non vincolante. Il testo ufficiale non è tra le fonti consultate.
- Tempi e fondi per istituire il servizio.
Cosa succede ora
Il comunicato non indica quando il servizio potrebbe nascere.
Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
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