Vai al contenuto
sabato 10 Ottobre 2026 Sfoglia l’edizione di Edizione settembre
Tribune Italia
Da leggere
●Caregiver familiari, senza un censimento e con 257 milioni per il 2027: «Non vogliamo più essere invisibili»●CinemAmbiente verso i trent’anni: «Il cinema aiuta a cambiare, partendo dalle scelte personali»●Pfas, l’inchiesta di Lavialibera: così le sostanze chimiche russe continuano a entrare in Europa●Milano acquista 70 stampe di Gabriele Basilico: «Ritratti di fabbriche» entra nell’Archivio civico●«Cyberpunk 2077» al cinema: Paramount sviluppa un film live action con Lorenzo di Bonaventura●Peste polmonare in Siberia, gli Stati Uniti chiedono chiarimenti a Mosca●Abusi nell’infanzia, uno studio dell’UCLA li collega a differenze nella struttura del cervello●Morbillo in Pennsylvania: quasi mille casi, cinque morti e il timore di un’epidemia più grande di quella contata●Gli Aerosmith tornano sul palco: due concerti evento all’Hollywood Bowl con una lunga lista di ospiti●Bollette di luce e gas: con i rincari, cresce la richiesta di offerte a prezzo fisso●Claudio Baglioni torna a Villa Borghese: sette concerti a Roma dal 24 ottobre●Righeira, dieci cose da sapere sul duo che ha fatto ballare gli anni Ottanta

Arte

Quando il piatto diventa narrazione. Il cibo negli anime tra memoria e rituale

Come la cucina giapponese trasforma l'animazione in ponte culturale fra Oriente e Occidente

🗂️Dall’archivio
Fusion of Japanese and Meitei cuisines - Mixed bowl of octopus ramen noodles and traditional Meetei vegetables - Imphal, Kangleipak (Manipur) 01
Foto di repertorio · Haoreima · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 1200 × 200Scrivici

L'immaginario gastronomico occidentale legato al Giappone si è formato più attraverso gli schermi che dalle esperienze dirette. Eppure questo fenomeno di contaminazione fra narrativa visiva e pratica culinaria rappresenta qualcosa di più profondo: uno spazio dove tradizione e contemporaneità dialogano costantemente.

Quando il cibo entra nella trama

La cucina non è accessorio nelle storie animate giapponesi, bensì elemento narrativo centrale. Titoli come Oishinbo, Cooking Papa e Shokugeki no Sōma hanno raggiunto milioni di lettori, generando paralleli prodotti editoriali, televisivi e persino itinerari gastronomici nei luoghi raffigurati. Più recentemente, Dungeon Food ha spostato la preparazione alimentare al cuore dell’avventura fantastica, descrivendo tecniche e sapori con precisione quasi manualistica. Questa scelta non è casuale: per il pubblico giapponese, ciò che appare sugli schermi estende la propria esperienza quotidiana, dal bentō mattutino ai dolci dei matsuri, le celebrazioni stagionali che scandiscono l’anno.

Lo sguardo duplice dall’Oriente e dall’Occidente

La vera novità risiede nel rapporto asimmetrico fra due continenti. In Occidente, il cibo animato genera curiosità esotica e nostalgia per esperienze non ancora vissute direttamente, generando una proliferazione di libri di ricette dedicati. In Giappone, invece, rappresenta un’estensione domestica della memoria affettiva. Proprio questa doppia appartenenza—nostalgia in Oriente, affascinazione culturale in Occidente—trasforma il cibo in collegamento efficace fra immaginazione collettiva e dimensione materiale.

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 1200 × 200Scrivici

Spazi dove il racconto prende forma

La mostra Itadamikasu presso lo Spazio Varesina 204 di Milano materializza questo concetto attraverso nove ambienti, ciascuno costruito come universo autonomo. Il percorso inizia al Santuario di Inari, dove un torii rosso introduce il concetto di gratitudine pre-prandiale racchiuso nella parola stessa—«itadakimasu, umilmente ricevo»—insegnando che il cibo possiede dimensione spirituale. La sezione successiva dedicata all’hanami, la fioritura primaverile, rivela come in Giappone la bellezza gastronomica sia intrisa di consapevolezza sulla caducità. Una cucina retrò espone bentō e onigiri, collegando direttamente l’iconografia animata alle preparazioni domestiche, mentre pannelli illustrano ingredienti regionali e piatti nati da urgenze climatiche specifiche.

Contaminazione come linguaggio vivente

L’allestimento dialoga continuamente con il linguaggio visivo della pop culture: materiali plasticati e vivaci rimandano agli anni di massima creatività animata. Gli eventi collaterali—sessioni di cucina dal vivo, laboratori, conferenze—amplificano ulteriormente questa prospettiva ibrida, presentando il cibo non come oggetto da contemplare ma come pratica da sperimentare. La preparazione dell’okonomiyaki narra contemporaneamente rivalità regionali, contatti culturali con la Cina, evoluzione storica, intrecciando filologia gastronomica e narrazione pop senza gerarchie fra i due livelli.

Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 300 × 250Scrivici