Uşaklı Höyük, lo scavo che restituisce i segreti dell’Anatolia ittita
Una struttura enigmatica potrebbe confermare l'identificazione dell'antica città sacra di Zippalanda
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Nel cuore dell'Anatolia centrale, gli archeologi continuano a disseppellire i resti di una civiltà affascinante. Un misterioso edificio circolare venuto alla luce durante le campagne di ricerca potrebbe rappresentare la chiave per comprendere il ruolo spirituale di un antico insediamento ittita.
L’enigma della costruzione circolare
Nella zona centro-settentrionale della Turchia, presso il sito di Uşaklı Höyük, un team coordinato dall’Università di Pisa ha portato alla luce una costruzione di forma circolare risalente all’età del Bronzo. Questo ritrovamento rappresenta un elemento problematico dal punto di vista interpretativo, poiché strutture analoghe non sono state finora documentate in contesti dello stesso periodo storico. La posizione strategica dell’edificio, situato a nord di quello che gli studiosi identificano come il principale luogo di culto della città e non distante dalle sponde di un corso d’acqua, suggerisce una funzione cerimoniale o rituale piuttosto che difensiva o abitativa.
Anacleto D’Agostino, direttore degli scavi, sottolinea come «la sua collocazione e le caratteristiche costruttive indicano un’interpretazione in chiave rituale», anche se ulteriori indagini sono necessarie per comprendere con certezza la destinazione d’uso della struttura e il significato del complesso architettonico di cui faceva parte.
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Verso l’identificazione di Zippalanda
I reperti rinvenuti nel corso dei quindieci anni di lavoro accumulano prove significative a favore dell’ipotesi che Uşaklı Höyük sia effettivamente l’antica Zippalanda, la città consacrata al Dio della Tempesta e centro di importanza religiosa e politica. Accanto alla misteriosa costruzione, gli scavi hanno restituito frammenti di tavolette cuneiformi, edifici dal carattere monumentale e, nelle campagne più recenti, una possente cinta muraria a gradoni che proteggeva la cittadella dell’età del Ferro.
Tale concentrazione di testimonianze materiali di qualità elevata attesta un insediamento di rango superiore, frequentato e sviluppato senza soluzione di continuità dal Bronzo Antico fino all’epoca romano-bizantina, con tracce sporadiche che si protraggono fino al periodo ottomano.
Una finestra sulla storia del Vicino Oriente
Lo scavo di Uşaklı rappresenta un osservatorio privilegiato sui secoli cruciali durante i quali gli Ittiti, popolo di lingua indoeuropea, emergono come protagonisti della politica regionale, strutturando il regno di Hatti. La ricchezza materiale e la continuità di occupazione del sito forniscono elementi preziosi per ricostruire non solo l’organizzazione religiosa e amministrativa, ma anche l’evoluzione dell’insediamento attraverso diverse epoche storiche.
Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
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