Alla scoperta dell’Umbria a piedi: il patrimonio archeologico e medievale dei Monti Amerini
Un itinerario di otto borghi storici tracciato dal ritrovamento di una straordinaria statua romana.
Pubblicità
Nel 1963 gli scavi per le fondazioni di un edificio a Amelia portarono alla luce i resti di una statua bronzea raffigurante Germanico, figura emblematica dell'antica Roma. Questo rinvenimento casuale ha ispirato in seguito la creazione di un percorso escursionistico che abbraccia i principali insediamenti arroccati sulle pendici meridionali dei Monti Amerini, conducendo chi cammina attraverso paesaggi vallivi e testimonianze di civiltà successive.
L’origine del percorso e la sua articolazione
Il Cammino di Germanico si sviluppa come anello chiuso, collegando otto località: Amelia, capoluogo, e le frazioni di Sambucetole, Collicello, Macchie, Porchiano del Monte, Montecampano, Fornole e Foce. L’intero tracciato misura approssimativamente 75 chilometri, dunque accessibile a diversi livelli di esperienza se suddiviso secondo le proprie necessità. Il museo archeologico ameliese custodisce il bronzo di Germanico, pezzo centrale della narrazione storica del territorio.
Le prime due giornate: da Amelia ai colli
La prima tappa muove da Porta Romana, dove si osservano le mura poligonali risalenti ai secoli IV-III a.C., momento dell’integrazione ameliese nell’orbita romana. Prosegue lungo il Rio Grande, un parco fluviale originatosi nel Medioevo grazie alla diga di Ponte Grande, quindi sale verso Sambucetole e il suo monastero benedettino. La percorrenza raggiunge i 17,3 chilometri con circa 640 metri di dislivello positivo. La successiva marcia da Collicello, «borgo turrito» che ospitò Piero Calamandrei durante il conflitto mondiale, si estende per 21,8 chilometri verso Macchie e Porchiano del Monte. Quest’ultima località, disposta circolarmente sulla valle Tiberina, è nota per avere generato Gigi Proietti. Il tracciato include deviazioni verso ruderi castello-nari e paesaggi panoramici.
Pubblicità
Paesaggio, testimonianze umane e comunità
La terza tappa rappresenta uno dei percorsi più panoramici: attraversa campi olivati che creano geometrie affascinanti, raggiunge Montecampano (347 metri d’altitudine) caratterizzato da architettura medievale sebbene con segni di abbandono, e toccaFornole. Un elemento di rilievo è il passaggio presso la Comunità Incontro a Molino Silla, realtà operativa voluta da Don Pierino Gelmini per il recupero di persone in difficoltà, dove ragazzi si dedicano alla cura di animali recuperati da situazioni critiche. Secondo la rivista che ha condotto l’escursione, l’esperienza manifesta il lavoro concreto svolto nel territorio.
Perché è importante
Il Cammino di Germanico rappresenta un’esperienza che integra la memoria archeologica romana con il paesaggio contemporaneo umbro e le comunità locali ancora vitali. Per il viaggiatore colto, consente di leggere stratificazioni storiche attraverso il movimento corporeo, trasformando una regione italiana nota in percorso biografico e contemplativo.
