Liberazione di due ostaggi in Africa: un ruolo chiave della Libia
Eva Gretzmacher e Claudia Abbt tornano in Europa dopo un anno e mezzo di prigionia
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Due donne europee ostaggio in Niger sono state rilasciate grazie a una mediazione libica, dopo oltre 18 mesi di detenzione.
Due donne, ostaggio in Niger per un periodo superiore a un anno e mezzo, sono state rilasciate in seguito a un accordo di mediazione. Eva Gretzmacher, operaia umanitaria austriaca, e Claudia Abbt, cooperante svizzera, erano state sequestrate nel 2025 a Agadez, nel nord del Niger. La loro liberazione è stata annunciata giovedì 22 ottobre dalle autorità austriache e svizzere. La notizia ha riscosso un forte interesse a livello internazionale, soprattutto per il ruolo che la Libia ha svolto nel processo di rilascio.
Trasferimento in Libia e prossima destinazione Europa
Le due donne sono state trasferite a Bengasi, nella Libia orientale, il 21 ottobre. Era previsto un volo per l’Europa il giorno successivo, con una sosta a Vienna dove Gretzmacher sarebbe stata consegnata alle autorità austriache. La destinazione finale per Abbt sarebbe stata la Svizzera. L’operazione ha visto la collaborazione tra diversi enti, che hanno garantito la sicurezza durante il trasferimento, ma i dettagli non sono stati resi pubblici.
Contesto regionale e dinamiche di sicurezza
La Libia, divisa tra diversi centri di potere, continua a svolgere un ruolo significativo nella sicurezza del Sahel. Le fonti indicano un ruolo determinante nel processo di mediazione da parte di Saddam Haftar, figlio del generale Khalifa Haftar, noto per il controllo della Cirenaica. La liberazione si colloca in un contesto segnato da un aumento di attività jihadiste e da un clima di insicurezza crescente nell’area. I sequestri di cittadini stranieri rappresentano spesso uno strumento di pressione politica e una possibile fonte di finanziamento per le organizzazioni armate.
