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martedì 27 Ottobre 2026
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Cultura

La rivoluzione del libro a pochi soldi. Quando l’editoria sfidò i canoni

Una collana italiana degli anni Novanta reinventò il concetto di accessibilità culturale, rifiutando la nozione stessa di letteratura "ufficiale"

🗂️Dall’archivio
La rivoluzione del libro a pochi soldi. Quando l'editoria sfidò i canoni
Foto di repertorio · Sumitsurai · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

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Negli anni Novanta, mentre il mercato editoriale italiano faticava sotto il peso dei prezzi elevati, una piccola casa editrice lanciò un esperimento che avrebbe scosso tutto il settore: libri da poche migliaia di lire, costruiti con materiali poveri ma carichi di contenuti provocatori. Fu il momento in cui la democratizzazione della lettura cambiò di significato.

Una proposta radicalmente diversa dalle collane precedenti

Le grandi collane tascabili che avevano segnato l’immediato Dopoguerra—come la BUR e l’Universale Economica—perseguivano un obiettivo preciso: mettere a disposizione di tutti i classici consacrati dalla cultura ufficiale. Quando Stampa Alternativa lanciò la sua operazione nel 1989, il proposito era simultaneamente simile e profondamente opposto. Il prezzo basso restava centrale, così come l’ambizione di raggiungere lettori esclusi dal mercato tradizionale. Tuttavia, secondo l’analisi di Michele Spinicci, la vera differenza risiedeva nel rifiuto esplicito di un canone letterario. La collana si configurava come critica radicale all’intera industria editoriale, accusata di elitarismo da una parte e di commercialismo sfrenato dall’altra. L’obiettivo era attirare un pubblico giovane che non si riconosceva nelle proposte esistenti, veicolando contenuti controculturali normalmente destinati a minoranze: dalle ricerche psichedeliche ai testi sulla controcultura, fino a inchieste sulla scena hip-hop del Meridione.

Il modello produttivo e l’impatto commerciale

I primi volumi rappresentavano un atto di pura provocazione dal punto di vista della produzione. Stampati su un unico foglio che fungeva anche da copertina, privi di rilegatura sofisticata—trattenuti soltanto da una pinza metallica—e spesso senza ISBN, questi libri non transitavano per i canali commerciali tradizionali. Venivano invece distribuiti nelle strade, nelle bancarelle romane, nei bar. Tre anni dopo il lancio, la Lettera sulla felicità di Epicuro raggiunse circa 2 milioni di copie, costringendo i quotidiani italiani a creare classifiche separate per contenerne i risultati eccezionali. La Associazione Italiana Editori riconobbe nel 1995 Millelire come principale responsabile della «tascabilizzazione dell’editoria», fenomeno che provocò un crollo dei prezzi medi del –26% tra il 1994 e il 1995.

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Marcello Baraghini e la filosofia dell’editore

La figura di Marcello Baraghini, fondatore di Stampa Alternativa nel 1970, fu centrale in questa storia. Libertario, amico dei radicali, aveva costruito un progetto editoriale coerente negli ideali per decenni, pubblicando titoli su temi controculturali—dal servizio militare alle leggi sulle droghe—pagando un prezzo in denunce e latitanza. Come ricorda Spinicci, Baraghini possedeva una capacità rara: «far fare» il libro al lettore, riducendo la mediazione editoriale. Questa filosofia trovò espressione non solo nei Millelire, ma anche in progetti quali la collana Sconcerto, che associava volumi a dischi in vinile nel medesimo formato. Nel 2014, Baraghini mise online gran parte del catalogo storico, aggiornando l’idea originaria di accessibilità ai nuovi mezzi digitali.

Perché è importante:

La storia di Millelire illumina come il significato di «editoria progressista» si sia trasformato nel tempo: dalla trasmissione di canoni consolidati alla contestazione dei canoni stessi, dal controllo editoriale alla partecipazione del lettore. Ancora oggi, in un’epoca di inflazione culturale e prezzi sempre più alti, il modello interroga scelte fondamentali sul ruolo sociale dell’editore e sul diritto effettivo di accesso ai contenuti.

Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

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