Le riforme europee accelerano la burocrazia, ma i cantieri restano lenti
Il PNRR snellisce gli affidamenti pubblici di 19 giorni, eppure l'esecuzione materiale delle opere non segue lo stesso ritmo
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Secondo un'analisi della Banca d'Italia, il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha trasformato il modo in cui le amministrazioni gestiscono le gare pubbliche, rendendo più veloce la fase che va dal bando all'aggiudicazione. Tuttavia, questo miglioramento amministrativo non si traduce in cantieri più veloci: l'accelerazione rimane confinata a un aspetto parziale della filiera, mentre il lavoro vero e proprio continua a procedere al ritmo precedente.
La struttura dei dati analizzati
L’indagine ha monitorato oltre duecentomila appalti pubblici comunali tra il 2016 e il 2023, suddividendoli in tre gruppi distinti: progetti ordinari non finanziati dal Piano, interventi rimasti dentro il PNRR dopo la selezione iniziale, e opere successivamente ritirate dal programma. Sebbene numericamente inferiori, gli appalti legati al Piano hanno un valore medio significativamente superiore—oltre 700 mila euro contro poco più di 200 mila degli appalti tradizionali—riflettendo la natura strategica degli investimenti europei. I dati provengono dall’Autorità nazionale anticorruzione e dalle Casse edili, permettendo di seguire i cantieri lungo tutto il loro percorso.
Dove il Piano ha cambiato il sistema
Il settore dominante in tutti i casi rimane la costruzione, che rappresenta oltre il 92% degli appalti pubblici comunali. Quando si confrontano i tre gruppi, emerge che gli interventi finanziati dal PNRR raggiungono l’aggiudicazione nell’88% dei casi, un risultato sensibilmente superiore al 69% degli appalti ordinari e notevolmente sopra la media storica del 2020 (79,6%). Questa differenza di 19 punti percentuali indica una trasformazione reale nei meccanismi amministrativi. Inoltre, gli appalti PNRR ricorrono meno spesso agli affidamenti diretti (26%) e privilegiano gare competitive (17,5%) e procedure negoziate (56%): uno scostamento netto dalle modalità tradizionali, dove gli affidamenti diretti raggiungono il 42%.
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L’accorciamento della sola fase amministrativa
Quanto ai tempi, il vantaggio è preciso e misurabile: i progetti rimasti nel PNRR vengono aggiudicati in media 10 giorni prima rispetto ai loro equivalenti ordinari, su una durata di base di circa 53 giorni. Ciò corrisponde a una riduzione del 19%. Tuttavia, e qui risiede il limite fondamentale dell’analisi, questa velocità riguarda esclusivamente l’intervallo tra pubblicazione del bando e firma del contratto. Una volta aperto il cantiere, la durata complessiva dei lavori rimane sostanzialmente simile a quella delle opere finanziate secondo i canali convenzionali.
Perché il problema persiste
Secondo la rivista, il piano si è concentrato su obiettivi chiari, scadenze vincolanti e controlli serrati per la fase amministrativa, ma non ha modificato gli ostacoli che rallentano l’esecuzione materiale: logistica, disponibilità di manodopera, vincoli territoriali, coordinamento tra soggetti coinvolti. La burocrazia ha accelerato; l’infrastruttura operativa dei cantieri rimane il «vero collo di bottiglia» della catena.
