Un film intimo su Massimiliano Fuksas
Elisa Fuksas racconta il legame affettivo con il padre
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Elisa Fuksas ha realizzato un documentario che esplora il rapporto personale con il padre, Massimiliano Fuksas, attraverso una narrazione privata e commovente.
Elisa Fuksas ha creato un film intimo che svela il rapporto affettivo con il padre, Massimiliano Fuksas, noto architetto internazionale. Il lavoro è stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, dove si distacca dall’immagine professionale dell’archistar per concentrarsi sulle relazioni personali tra figlia e padre, nonché tra madre e figlio. Il film si muove tra frammenti di ricordi e una narrazione che si compone gradualmente in un racconto di affetto e commozione.
Un ritorno alle origini
La svolta narrativa del film è nata durante un’estate in cui la regista, in convalescenza, ha scoperto che la madre aveva ritrovato centinaia di nastri degli anni ’90 e 2000. Questi materiali, registrati da tutta la famiglia, incluso Massimiliano negli anni ’70, hanno permesso di rompere la maschera del mito pubblico e rivelare un uomo privato, complesso e umano. Tra le rivelazioni più intense, la confessione del padre sull’esser rimasto orfano di padre a sei anni, che lui definisce la sua «più grande fortuna».
Un artista e un pittore prestato all’architettura
Massimiliano Fuksas si definisce un artista e un pittore prestato all’architettura, non un progettista nel senso burocratico. La sua genialità, capace di plasmare interi paesaggi urbani, si accompagna a un’attitudine rara: quella di un uomo che ha attraversato il Novecento senza mai prendersi troppo sul serio. Il film mette in luce anche il rapporto intimo e professionale tra Massimiliano e la madre, Doriana Mandrelli, sua compagna di vita e di studio.
