Vescovi francesi: «La violenza non è una risposta»
Dopo giorni di scontri, un appello alla pacificazione da parte della Conferenza episcopale
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I vescovi francesi chiedono di non lasciarsi trascinare nella spirale della violenza, in un Paese messo a soqquadro da giorni di scontri e distruzioni.
La Francia si risveglia oggi in un clima di tensione dopo giorni di violenze e scontri in molte città del Paese. Il Louvre, il museo più famoso al mondo, è stato chiuso per solidarietà con le manifestazioni studentesche, mentre a Marsiglia è vietato ogni assembramento per tutto il pomeriggio. Tra i danni, circa 16,7 milioni di telespettatori hanno seguito il discorso del presidente Emmanuel Macron, che ha espresso rabbia e vergogna per le distruzioni avvenute. Quasi mille agenti sono rimasti feriti, tra cui sette in modo grave, e si segnala un episodio drammatico a Mulhouse, dove una diciassettenne avrebbe perso un occhio durante gli scontri.
Un appello alla pacificazione
La presidenza della Conferenza episcopale francese (CEF) ha lanciato un appello alla pacificazione, invitando tutti a non lasciarsi trascinare nella spirale di violenza distruttiva. Il messaggio, firmato dal cardinale Jean-Marc Aveline e dai due vicepresidenti, sottolinea che il Paese merita di meglio. «Desideriamo esprimere il nostro sostegno e la nostra solidarietà a tutte le persone rimaste ferite, così come ai numerosi commercianti vittime di tali atti di vandalismo», scrivono i vescovi, che seguono con preoccupazione quanto accade nelle piazze.
Un Paese messo a soqquadro
Le strade di molte città francesi sono state teatro di scontri e distruzioni. A Marsiglia, la prefettura ha vietato qualsiasi assembramento per il pomeriggio, mentre a Parigi si contano decine di persone arrestate e in custodia cautelare. Il ministro della Giustizia ha precisato che il 70% dei fermi riguarda persone maggiorenni già note alle forze dell’ordine, e che oltre l’80% è oggetto di procedimenti giudiziari. Il presidente Macron, nel discorso alla nazione, ha espresso rabbia e vergogna per le azioni di distruzione, invitando a non confondere le legittime rivendicazioni dei manifestanti con i comportamenti violenti di alcuni.
Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
