Quando la letteratura classica dialoga con le urgenze del presente
A Palazzo Ducale il capolavoro di Melville diventa specchio delle contraddizioni contemporanee
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Un romanzo nato nel 1851 può ancora interrogarci sulle sfide attuali? La mostra genovese "Moby Dick – La Balena" risponde affermativamente, trasformando l'icona melvilliana in catalizzatore di riflessioni che attraversano secoli, discipline e linguaggi artistici. Fino a febbraio 2026, Palazzo Ducale accoglie un percorso espositivo concepito da Ilaria Bonacossa e Marina Avia Estrada come indagine multisfaccettata su arte, natura e responsabilità umana.
Il romanzo come specchio dell’oggi
Secondo la rivista ArteIn, il quesito da cui è partito il progetto curatoriale riguarda la capacità di un’opera letteraria due volte centenaria di parlare al mondo contemporaneo. Piuttosto che celebrare semplicemente il classico, le curatrici hanno scelto di rileggerlo come «poema sull’esistenza»: una meditazione sul rapporto fra uomini e natura, sui confini dell’individuo dinnanzi all’immensità oceanica. Questa prospettiva permette al testo di Melville di illuminare questioni che non erano nemmeno nominate al momento della pubblicazione originaria, eppure rimangono vitali oggi.
Una rete di competenze e sguardi
La mostra non si ferma al dominio letterario, ma invoca collaborazioni con istituzioni di rilievo nazionale, dal Museo delle Civiltà di Roma a quello di Capodimonte, dall’Opificio delle Pietre Dure all’Acquario genovese. Particolarmente rilevante è il coinvolgimento di TBA21–Thyssen-Bornemisza Art Contemporary, collettivo fondato nel 2001che coniuga espressione artistica e consapevolezza ecologica marina. Tale dialogo tra arte, scienza e politica permette una stratificazione di linguaggi: archeologia, design, installazioni video e arti visive si intrecciano per creare un’esperienza inclusiva e polisemica.
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Il percorso fra passato e presente
L’allestimento inizia nella Cappella del Doge con un’immersione sensoriale: suoni e canti di balene accompagnano frammenti scheletrici che contrastano la magnificenza dell’animale con la sua fragilità contemporanea. Il viaggio prosegue attraverso la storia dello sfruttamento della balena per l’olio illuminante, epoca precedente all’elettricità. Infine, video di artisti come Joan Jonas e John Akomfrah svelano le contraddizioni attuali: accanto a immagini di bellezza oceanica si impongono rappresentazioni di inquinamento e sfruttamento delle risorse naturali.
Il simbolismo del bianco
Una sezione specifica approfondisce il significato cromatico che domina il romanzo. Dominique White, Pino Pascali e Paola Pivi propongono opere che decodificano il bianco non come semplice assenza, ma come spazio carico di valenze politiche e filosofiche: simbolo di razzialità, oppressione, silenzio e sospensione. Questo livello di lettura rivela come Melville abbia costruito il suo testo su stratificazioni semantiche ancora attive.
Uno sguardo rovesciato
Il percorso si conclude con l’opera “Of Whales” di Wu Tsang, che restituisce prospettiva all’animale stesso. Quattro ore di video immergono il visitatore nello sguardo della balena nelle profondità oceaniche, accompagnato da una colonna sonora di tono solenne. Questo rovesciamento finale consente un ripensamento radicale del rapporto narrativo tradizionale.
