Clima e economia: 147 miliardi in Italia, un costo che cresce
Un rapporto svela i danni climatici e le conseguenze economiche
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147 miliardi di euro in Italia per i danni climatici dal 1980, con un costo medio di 2.500 euro per abitante.
Le perdite economiche derivanti dagli eventi climatici estremi in Italia sono state quantificate in circa 147 miliardi di euro dal 1980, con un valore medio di 2.500 euro per abitante, secondo un rapporto promosso da ConsumerLab e Future Respect. L’analisi sottolinea l’impatto crescente del caldo, della siccità e delle alluvioni sulle famiglie e sulle imprese.
Un quadro complesso di danni
Il rapporto «Strategia per la pace climatica», diffuso da ANSA, stima un totale di 915 miliardi di euro di perdite in tutta l’Italia dal 1980, con un incremento di 93 miliardi attribuibili al 2025. Per l’Italia, il valore si attesta intorno ai 147 miliardi, con una media di 2.500 euro per abitante.
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L’analisi si basa su oltre ottanta studi ufficiali e mette in evidenza che i danni si concentrano in pochi episodi: il 5% degli eventi più gravi è responsabile del 59% delle perdite complessive. Alluvioni e inondazioni rappresentano il 47% del totale, mentre le tempeste e le ondate di calore ne coprono rispettivamente il 27% e il 18%.
Un caldo che pesa sull’economia
Un altro dato del rapporto indica che l’estate 2026 potrebbe ridurre il PIL di circa un punto percentuale, pari a 180 miliardi di euro. La stima proviene da un’analisi di Triodos Bank, che individua quattro canali principali: una ridotta produttività del lavoro, raccolti agricoli più deboli, aumenti dei prezzi alimentari e interruzioni dei trasporti.
Per l’Italia, l’effetto si manifesta attraverso le ore di lavoro in ambienti esterni durante i periodi di calura, i consumi elettrici per il raffrescamento e gli effetti della siccità sulle colture. Questi fattori possono influire su produzione, prezzi e bilanci aziendali, senza necessariamente causare danni fisici evidenti.
