Vai al contenuto
lunedì 26 Ottobre 2026
Tribune Italia
Da leggere
●Eccellenze 2026, il Parlamento rende omaggio all’Esercito Italiano e ai Paracadutisti della Folgore: sentinelle discrete delle Istituzioni e dei cittadini●Eccellenze 2026: alla Camera una giornata tra ricerca europea, Forze Armate e territori fragili●Un tesoro nascosto in soffitta ha dato un nuovo destino a un uomo●Proteste degli autotrasportatori e l’incertezza del sistema scolastico●PLAYGROUND 2026 cerca giovani attori per spettacolo 2027●«L’ultimo forte»: un futuro in bilico tra pace e menzogna●Liberazione di due ostaggi in Africa: un ruolo chiave della Libia●Un universo tra memoria e speranza●Mostar: il ponte ricostruito racconta una città tra storia e guerra●Lo spazio delle scelte: un podcast indaga le dinamiche relazionali●Nuovo vertice per HuffPost Italia●Sardegna in scena: un progetto per il futuro della cultura

Cultura

Due sguardi sulle donne invisibili. Come la letteratura riscatta le voci perdute

Armanda Guiducci e Goliarda Sapienza, genealogie femminili e ricerca della libertà

🗂️Dall’archivio
Due sguardi sulle donne invisibili. Come la letteratura riscatta le voci perdute
Foto di repertorio · autore sconosciuto · Public domain · Wikimedia Commons

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 1200 × 200Scrivici

La scrittura può nascere da due impulsi opposti: l'abbandono al foglio bianco, oppure il confronto diretto con la realtà e le persone. Due libri degli anni Settanta, accomunati da una ricerca profonda, offrono un insegnamento cruciale: là dove esiste reclusione – materiale o simbolica – può fiorire anche consapevolezza condivisa.

Due universi di clausura emergono dai reportage di Guiducci e Sapienza, eppure comunicano attraverso la medesima tensione verso la luce. In La donna non è gente (Rizzoli 1977, ripubblicato da nottetempo come Destini senza voce), la scrittrice costruisce un mosaico di micro-storie dalle donne contadine del Centro Sud italiano. Non si tratta di un catalogo folklorico, bensì di un’indagine che penetra negli strati più profondi della cultura patriarcale: genealogie di figli che cancellano l’identità materna, rituali attorno al parto e alla placenta, sussurri sul malocchio e il malocchio stesso quale codice normativo più vincolante della legge civile.

Il sapere arcaico e la disumanizzazione

Guiducci espone come la comunità patriarcale ha trasformato le donne in custodi di un sapere che non apparteneva loro, trasmettendo una disumanizzazione attraverso miti, rituali e superstizioni con la forza di una pedagogia segreta. Eppure il libro non denuncia soltanto l’oppressione: restituisce anche l’incanto ambiguo di quel mondo, dove miseria e mito si intrecciano. La sensazione che permea le pagine è quella di un sovrannaturale quotidiano, dove ogni gesto si trasfigura in rito e la magia opera come struttura mentale invisibile.

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 1200 × 200Scrivici

La prigione come trasformazione

In L’università di Rebibbia, Sapienza rovescia il significato convenzionale della prigionia. Il carcere diviene scuola nascosta, spazio collettivo dove la conoscenza si trasmette attraverso la porosità della pelle, da un sorriso o da un urlo. Dove la tradizione prescriveva punizione, nasce solidarietà; dove la genealogia materna è muta, emerge una maternità orizzontale che genera sorellanza. Due mondi si toccano nel punto dove parevano più lontani: nella scoperta che l’ascolto, anche dentro la reclusione, può trasformarsi in laboratorio di metamorfosi.

Il filo invisibile che unisce

Le genealogie spezzate, le voci sepolte sotto il peso dei codici, il tentativo di risalire dalla cavità sotterranea della tradizione: questo movimento percorre entrambi i testi. Le donne intrappolate nella tela dei simboli di Guiducci sembrano chiamare da un’altra epoca quelle di Rebibbia. Nulla radicato nel mito familiare può essere abbandonato senza conseguenze, ma dalla fessura più oscura della reclusione entra un sapere nuovo, conquistato in comune, un sapere che le genealogie femminili avevano conservato inconsapevolmente.

Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

Pubblicità

Pubblicità — Wise