I tarocchi tornano al centro della ricerca artistica contemporanea
Un festival online esplora come la divinazione e il caso hanno ispirato i movimenti culturali del presente
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Nel 2026 la piattaforma Invisible College ha organizzato un convegno internazionale dedicato ai tarocchi come strumento di indagine estetica e spirituale. L'evento ha riunito artisti, musicisti, storici e studiosi per discutere come le carte continuano a influenzare la pratica creativa contemporanea, al di là dei clichés esoterici.
L’eredità culturale del caso e della divinazione
L’influenza della casualità sui processi artistici non è recente. Come osserva il materiale, dal cut-up di William Burroughs all’I Ching di John Cage, fino alle sperimentazioni Fluxus, il Novecento ha visto artisti ricorrere a metodi divinatori per generare forme inedite. I tarocchi in particolare hanno attratto figure di rilievo—da T.S. Eliot a Leonora Carrington, da Niki de Saint Phalle a Jonathan Anderson—sebbene spesso queste connessioni siano rimaste poco documentate o sottovalutate dalla storiografia ufficiale. Secondo Digicult, proprio questa marginalità ha preservato il fascino delle carte come veicolo di sperimentazione libera.
Metodologie sincretiche e prospettive plurali
Il convegno ha presentato approcci molto diversificati ai tarocchi. Courtney Alexander ha illustrato una metodologia di lettura radicata nelle cosmologie africane, mentre Stav Appel ha scandagliato le stratificazioni del misticismo giudaico presenti nelle diverse tradizioni carte. Christopher Marmolejo ha proposto una decodifica post-coloniale e queer delle narrative tarocchistiche. Secondo la rivista, queste prospettive convergono nel riconoscere come le carte operino mediante «sincretismo digitale, analogico ed eterico»—ovvero attraverso la contaminazione di saperi antichi, tecnologie presenti, e intuizioni spirituali.
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Iconografia e psiche contemporanea
Marianne Costa ha insegnato i fondamenti dei Tarocchi di Marsiglia accanto a ricerche su artisti surrealisti come Remedios Varo, mentre Kim Krans ha collegato l’iconografia tarocchistica alla psicoanalisi junghiana e alle scuole misteriche. Penny Slinger, pioniera del femminismo surrealista, ha rivelato la dimensione geomantica del percorso interiore trasformato in opera d’arte. Michelle Tea ha esplorato il ruolo dei tarocchi nella guarigione e nella creatività. Questi interventi suggeriscono che le carte funzionano come strumenti per visualizzare processi psichici e spirituali difficilmente rappresentabili attraverso altri media.
Tarocchi e creazione musicale
L’evento ha incluso anche una dimensione sonora. Andrew Whiteman della Broken Social Scene ha condiviso il proprio processo creativo attraverso il mazzo Sforza-Visconti, estendendo l’indagine dalla pratica visuale a quella musicale. Questo ha evidenziato come la metodologia tarocchistca possa contamina plurimi linguaggi artistici.
