«Il focolare» di Pascoli: la poesia che mette il calore umano al riparo dalle tempeste
Pubblicata nel 1897 nei «Poemetti», la lirica in terzine racconta un gruppo di sconosciuti che si ritrova in una capanna nella notte
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Quando scende la sera e il freddo del mondo si fa sentire, riaffiora il desiderio di rifugio e di affetti: è il sentimento che Giovanni Pascoli mette al centro de «Il focolare».
Composta e pubblicata per la prima volta nel 1897 nei «Poemetti» e poi riordinata nei «Primi poemetti» del 1904, la poesia affronta il tema della sera, della vulnerabilità dell’uomo davanti al buio e della forza della condivisione.
La scena
In terzine dantesche Pascoli descrive una notte di tempesta in cui un lampo rivela gente che va senza sapere dove. Ognuno vede una capanna sola nel deserto e vi si dirige sperando in un riposo; entrano uno a uno, muti, sconosciuti tra loro, e si siedono intorno al muro. Dietro la parete palpita il tumulto del cielo, dentro il freddo è meno forte.
Il significato
Una semplice scena serale diventa un’allegoria della condizione umana: contro la tempesta del mondo l’unico vero riparo è il calore che nasce dall’unione e dalla vicinanza reciproca. Il focolare, al centro della capanna, è il luogo attorno al quale gli estranei diventano una comunità.
Cosa sappiamo
- Fu pubblicata per la prima volta nel 1897 nei «Poemetti».
- È composta in terzine dantesche.
Cosa non sappiamo
- Nulla di nuovo: è una lettura critica di un testo noto.
Cosa succede ora
La poesia resta tra i testi più letti del Pascoli.
Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
