La dimensione sacra nascosta nell’arte contemporanea
Un saggio rilegge i grandi artisti moderni attraverso la lente della spiritualità
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Da Lucio Fontana a Marina Abramović, dalle tele di Francis Bacon alle installazioni provocatorie di Tracey Emin: cosa unisce questi nomi apparentemente lontani? Secondo una riflessione recente, la risposta risiede in una dimensione che raramente associamo all'arte contemporanea, eppure ne costituirebbe l'essenza profonda.
Una domanda senza tempo
Perché gli esseri umani creano? Questa interrogazione radicale costituisce il punto di partenza da cui muove Sergio Mandelli, gallerista e divulgatore, nel suo saggio sulla natura dell’arte contemporanea ripubblicato nel 2026. Risalendo dalle pitture rupestri di Lascaux sino ai nostri giorni, Mandelli rintraccia alcune costanti ricorrenti che attraversano epoche e linguaggi differenti, suggerendo che l’arte non possa essere ricondotta esclusivamente a pratica estetica, prodotto commerciale o fenomeno culturale.
Il mistero oltre l’evidente
Le opere di artisti come Fontana, con i suoi tagli che sembrano aprire soglie verso l’ignoto, o di Piero Manzoni, che trasformava oggetti quotidiani in liturgia profana, incarnerebbero questa dimensione nascosta. Anche le installazioni provocatorie di artisti contemporanei, apparentemente laiche o critiche verso il sacro tradizionale, riproducono secondo questa prospettiva una logica reliquiale, una ricerca di trasfigurazione e significato profondo. «L’arte ha sempre avuto un valore religioso», affermava lo stesso Manzoni secondo il saggio, formulazione che Mandelli estende a tutto il continuum artistico, dai maestri storici sino alle generazioni attuali.
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Spiritualità e complessità contemporanea
Nel ventunesimo secolo, sostiene l’autore, l’artista si trova di fronte al compito di decifrare la complessità dell’epoca mantenendo un rapporto consapevole con la storia. La società dominata da comunicazione ipertrofica e logiche di mercato rischia di generare una perdita di senso diffusa proprio all’interno dei circuiti artistici. Mandelli propone dunque che quella dimensione spirituale, che Kandinskij aveva già identificato come costante dell’espressione artistica, continui a operare anche nelle manifestazioni più radicali e laiche della contemporaneità, come elemento costitutivo piuttosto che residuo anacronistico.
Accesso al significato
Il saggio si distingue per accessibilità argomentativa pur mantenendo rigore storico e teorico. L’intenzione non è riservata agli specialisti, ma rivolta a chiunque desideri comprendere come l’arte continui a funzionare come esperienza umana generatrice di senso, capacità particolarmente rilevante in tempi di trasformazione rapida e disorientamento collettivo.
