Vai al contenuto
lunedì 26 Ottobre 2026
Tribune Italia
Da leggere
●Eccellenze 2026, il Parlamento rende omaggio all’Esercito Italiano e ai Paracadutisti della Folgore: sentinelle discrete delle Istituzioni e dei cittadini●Eccellenze 2026: alla Camera una giornata tra ricerca europea, Forze Armate e territori fragili●Un tesoro nascosto in soffitta ha dato un nuovo destino a un uomo●Proteste degli autotrasportatori e l’incertezza del sistema scolastico●PLAYGROUND 2026 cerca giovani attori per spettacolo 2027●«L’ultimo forte»: un futuro in bilico tra pace e menzogna●Liberazione di due ostaggi in Africa: un ruolo chiave della Libia●Un universo tra memoria e speranza●Mostar: il ponte ricostruito racconta una città tra storia e guerra●Lo spazio delle scelte: un podcast indaga le dinamiche relazionali●Nuovo vertice per HuffPost Italia●Sardegna in scena: un progetto per il futuro della cultura

Arte

La rottura di Pollock: quando il gesto diventa linguaggio

Come l'abbandono del cavalletto trasformò la pittura in performance e il colore in esperienza

🗂️Dall’archivio
La rottura di Pollock: quando il gesto diventa linguaggio
Foto di repertorio · Tino Strauss · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 1200 × 200Scrivici

Jackson Pollock non dipingeva quadri nel senso tradizionale. A partire dagli anni Quaranta, il pittore americano inventò un nuovo modo di relazionarsi con la tela: staccandola dal cavalletto, posandola a terra e versandovi addosso colore direttamente dal barattolo. Questo gesto apparentemente caotico era in realtà il risultato di una ricerca consapevole, la risposta artistica a un bisogno espressivo che la figurazione classica non riusciva più a soddisfare.

Come nacque la tecnica del dripping

Le fondamenta del linguaggio di Pollock si trovano negli anni della formazione. Quando si trasferisce a New York nel 1929 per studiare con Thomas Hart Benton, il giovane pittore entra in contatto con la monumentalità del segno e la densità ritmica del colore. I riferimenti ai muralisti messicani – tra cui Siqueiros – alimentano la sua visione di un’arte che rifiuta l’intimità della cornice tradizionale. Tuttavia, la vera trasformazione avviene in seguito, quando si trasferisce a Long Island con la moglie e mecenate Lee Krasner. Nel fienile trasformato in studio, Pollock compie il passo decisivo: abbandona gli strumenti classici e mette il quadro orizzontale, permettendo al colore di muoversi secondo leggi sue proprie.

Il gesto come danza consapevole

Contrariamente a quanto suggerisca il mito dell’artista tormento e incontrollato, il processo creativo di Pollock era permeato da controllo preciso. Come egli stesso dichiarò, «quando perdo il contatto con il dipinto il risultato è un disastro». Ciò che colpisce è la contraddizione apparente: movimenti veloci e simultanei producono risultati preveduti e desiderati. Il pittore non subisce la tela, ma la governa attraverso una sorta di performance corporea, una danza dove ogni gesto ha peso e misura. Il critico Harold Rosenberg colse l’essenza di questa rivoluzione sostenendo che «quello che doveva andare sulla tela non era un’immagine, ma un evento».

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 1200 × 200Scrivici

Perché l’astrazione rompe con il passato

La tecnica del dripping non rappresenta semplicemente un’innovazione formale. Pollock cercava di esprimere il sentimento contemporaneo – quello dell’America degli anni Cinquanta – in modo che nessuna narrazione convenzionale avrebbe potuto contenere. L’astrazione totale diviene il solo linguaggio adeguato a questa urgenza. Prima di Pollock, Duchamp aveva già ridefinito il rapporto tra arte e oggetto; poco dopo, Fontana lacererebbe la tela stessa. Ma Pollock interviene sul procedimento pittorico dalle sue fondamenta, trasformando il rapporto tra artista, strumento e superficie.

Come osservare un’opera di Pollock

Di fronte a una tela di Pollock, l’approccio interpretativo convenzionale cede il passo. Il suggerimento dell’autore è semplice e radicale: contemplare senza commentare, permettere ai segni di comunicare direttamente agli occhi. La traccia lasciata dal gesto rimane impressa nella materia, carica di energia vitale anche decenni dopo la sua realizzazione. In questa esperienza, il museo diventa lo spazio dove l’opera continua la sua performance silenziosa.

Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

Pubblicità

Pubblicità — Wise