Pilar Parcerisas. Il mestiere di connettere arte, storia e pensiero critico
Dalla formazione con Szeemann alla ricerca sulla visione surreale: il percorso di una curatrice che ha tracciato i confini della ricerca contemporanea
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Il lavoro di Pilar Parcerisas traccia una mappa affascinante del panorama artistico europeo attraverso oltre sessanta mostre e numerosi studi pubblicati. La sua ricerca intreccia il concettualismo catalano, l'eredità surrealista e il pensiero di figure cruciali come Walter Benjamin, costruendo una pratica curatoriale dove il formato espositivo diventa forma di narrazione storica.
L’insegnamento di Szeemann come metodo
La formazione presso Harald Szeemann al CAPC di Bordeaux nel 1991 rappresenta il punto di cristallizzazione di un approccio che Parcerisas descrive come decisivo. Non si trattò solo di assimilare tecniche espositive, ma di comprendere come «scrivere l’arte attraverso il formato espositivo», apprendendo da uno dei fondatori della curatela moderna. Mostre come “Machines célibataires” e “Monte Verità” le insegnarono a esplorare dimensioni dell’arte raramente investigate, a partire dal dialogo diretto con gli artisti negli spazi di creazione piuttosto che dai libri specializzati.
Dalla ricerca concettuale al surrealismo
Il percorso di ricerca di Parcerisas si sviluppa attraverso fasi tematiche che rivelano una progressione consapevole. Dopo aver indagato l’arte concettuale in Catalogna negli anni Novanta, la sua attenzione si amplia verso il surrealismo e le sue declinazioni. Opere catalogatrici come “Agnus Dei” (1995) sulla contemporaneità dell’arte medievale e l’ampia indagine su “Vienna Actionism” (2008) mostrano capacità di attraversare epoche e linguaggi senza perdere coerenza di pensiero.
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Il triangolo Duchamp-Ray-Dalí
Secondo la riflessione di Parcerisas, tre maestri novecenteschi condividevano elementi comuni ben oltre l’amicizia personale: la ricerca di forme ottiche innovative, l’uso dell’erotismo come strumento di indagine, l’ironia e la passione per gli scacchi come metafora della vita. Questi artisti trasformarono «l’arte in una macchina poetica» capace di incidere sulla cultura del XX secolo, tema che Parcerisas ha sottoposto a rigorosa ricostruzione storica e critica in mostre e pubblicazioni dedicate.
Benjamin e la cultura come memoria
L’impegno di Parcerisas verso il pensiero di Walter Benjamin si concretizza nella fondazione dell’Associació Passatges a Portbou nel 2014 e nella gestione della Summer School a partire dal 2016. Questo progetto rappresenta il modo di coniugare ricerca storiografica, produzione culturale e impegno educativo, trasformando una località geografica in spazio di dibattito teorico permanente.
Il ruolo della pratica multidisciplinare
Oltre alla curatela, Parcerisas ha operato come sceneggiatrice e produttrice di film d’arte, realizzando opere su Benjamin e traducendo in linguaggio cinematografico la sceneggiatura originale di Dalí per “Babaouo”. Questa contaminazione fra media diversi conferma un metodo dove il pensiero critico non rimane confinato all’analisi testuale, ma ricerca costantemente nuove forme di comunicazione e trasmissione del sapere.
