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lunedì 26 Ottobre 2026
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Arte

Quando l’artigianato diventa lo spazio comune tra arte e design

Il saggio di Gianluca Sgalippa indaga come due linguaggi tradizionalmente distinti condividono oggi la medesima piattaforma creativa

🗂️Dall’archivio
Quando l'artigianato diventa lo spazio comune tra arte e design
Foto di repertorio · Abdel-Moneim Mustafa · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

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Le frontiere tra arte e design si sono trasformate in zone di transito fluido e sperimentale. A riflettere su questa condizione è il libro "Sia arte che design. Note per il fatto a mano contemporaneo", che propone una rilettura delle relazioni tra le due discipline partendo da un elemento inatteso: l'artigianato evoluto.

Quando le categorie non bastano più

La ricerca di Gianluca Sgalippa, pubblicata da Maggioli, si fonda su un’osservazione: arte e design non si lasciano più incasellare nelle opposizioni tradizionali. Durante la presentazione milanese dello scorso maggio presso lo showroom Comfort Office, esperti come Francesco Zurlo (Politecnico), Jacqueline Ceresoli (Accademia di Palermo) e Damiano Gullì (Triennale) hanno concordato sulla necessità di dismettere etichette logore come “arti applicate” o “artigianato artistico”. Queste definizioni nascondono, piuttosto che illuminare, il modo in cui i processi creativi contemporanei effettivamente funzionano.

Un ecosistema senza confini

L’autore propone un approccio differente: invece di osservare il passaggio di tecniche fra discipline, egli individua l’ecosistema completo entro cui arte e design operano con pari dignità. Si tratta di uno spazio dove suggestioni estetiche, pratiche operative e possibilità inventive circolano liberamente, alimentati da una ricerca comune. La progettualità non procede più in linea retta, secondo criteri accademici fissi. Piuttosto, genera osmosi concettuali e dialoghi figurativi all’interno di un orizzonte culturale condiviso, caratterizzato da varietà, discontinuità e apertura.

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L’artigianato come ponte

Il nodo risolutivo della ricerca è l’artigianato, non però nella sua accezione storica legata al passato manuale. Secondo Sgalippa, il “fatto a mano” contemporaneo integra cultura progettuale, innovazione tecnologica e ricerca estetica. Il saper fare rimane centrale, ma interpretato come espressione di un pensiero multidimensionale sostenuto da competenze avanzate e da strumenti performanti. In questo senso, il valore tecnico e quello creativo non si oppongono: convivono.

Dalla progettazione alla creazione

Una distinzione cruciale riguarda il vocabolario stesso: il concetto di “progetto” e quello di “opera” tendono a convergere oggi nella nozione più ampia di “creazione”. Entrambe nascono dall’interazione simultanea tra razionalità e intuizione, prive di recinzioni disciplinari rigide. Il design non è più il disegno industriale tradizionale, ma trova nell’artigianato evoluto un laboratorio privilegiato. La connessione fra arte e design nasce dunque dall’«esplorazione di condizioni complesse, alchemiche e imprevedibili» piuttosto che da trasferimenti meccanici di linguaggi.

Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

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