Tra corpo e immagine: quando il teatro sfida l’amore con la forma
L'indagine visiva di Agrupación Señor Serrano su un sentimento senza confini
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Una coperta termica gonfia lentamente al centro della scena, trasformandosi in un cuore pulsante. È l'apertura di Historia del Amor, progetto della compagnia catalana che affronta il tema dell'amore attraverso un linguaggio scenico dove l'arte digitale dialoga costantemente con il corpo dell'attrice, in una ricerca che caratterizza l'intera produzione della compagnia dai suoi esordi.
Agrupación Señor Serrano, fondata a Barcellona nel 2006 da Àlex Serrano, ha sviluppato nel tempo un’identità riconoscibile capace di mescolare performance, proiezione video e installazioni ambientali. Questo hybridismo stilistico non rappresenta una giustapposizione casuale di mezzi, bensì una metodologia coerente attraverso cui scandagliare i paradossi della realtà contemporanea. Progetti quali The Mountain (2020) e Una Isla (2023) testimoniano una ricerca incessante sui confini tra il costruito e l’autentico, tra l’artificiale e l’esperienza diretta. In tale continuità si inserisce lo spettacolo attuale.
Il dispositivo scenico come narrazione visiva
Historia del Amor si configura meno come racconto tradizionale e più come successione di figure sintonizzate su uno stesso campo energetico. Luci, oggetti in miniatura, telecamere in tempo reale e musica si coordinano per generare un’atmosfera di forte incidenza estetica. Secondo Fermata Spettacolo, «il corpo, gli oggetti e le proiezioni dialogano costantemente» lungo tutto il perimetro dello spazio scenico. Nessun elemento rimane isolato; ogni scelta progettuale concorre a un tessuto visivo dove la composizione prevalga sul racconto.
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Anna Pérez Moya, interprete principale, esercita una funzione cruciale in questo ecosistema. Il suo lavoro corporeo, caratterizzato da precisione coreografica e intensità controllata, incarna un personaggio al contempo vulnerabile e autorevole, capace di convivere con le immagini in trasformazione senza cedere il palcoscenico. La tensione tra l’intimo e il rappresentato, fra il provato e l’astratto, si manifesta in questa continua negoziazione tra attrice e dispositivi.
Lo scarto tra forma e risonanza affettiva
Proprio in questo equilibrio risiede il nodo cruciale dell’operazione. La costruzione visiva seduce lo sguardo, tuttavia il coinvolgimento emotivo risulta meno penetrante rispetto all’impatto estetico. Si ammira la maestria formale, ma la partecipazione affettiva rimane a una certa distanza. Ciò non costituisce un difetto quanto piuttosto una scelta consapevole: la compagnia catalana preferisce interlocutire con l’intelletto piuttosto che con l’immediato sentimento. Le interrogazioni sull’amore rimangono senza soluzione e tuttavia l’esperienza lascia una traccia di coerenza e rigore. Historia del Amor non persegue l’emozione diretta, bensì invita alla riflessione critica su un universo che oscilla tra schermo e presenza fisica.
