Volla, apre la Casa della Comunità: un presidio vero per il territorio.
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Ma la memoria non va tagliata con il nastro. Una struttura attesa da anni, preziosa soprattutto per anziani e malati cronici. L’intervento dell’On. Sergio Vaccaro sulla sua pagina social: «C’è chi ci crede e chi si presenta all’inaugurazione».
VOLLA – Volla ha finalmente la sua Casa della Comunità. La struttura, realizzata con l’ASL Napoli 3 Sud, è stata inaugurata alla presenza di autorità regionali, nazionali ed europee, dei sindaci del Distretto 50 e di numerosi cittadini. Per il territorio è un passo concreto: un presidio sanitario di prossimità che porta servizi essenziali a pochi passi da casa.
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Cos’è e a cosa serve
La Casa della Comunità è il cardine della riforma della sanità territoriale. Si tratta di un nuovo presidio del Servizio sanitario nazionale, disegnato dal decreto ministeriale 77 del 2022 per avvicinare le cure ai cittadini e ridurre il ricorso improprio agli ospedali.
Il modello nazionale prevede un Punto Unico di Accesso sanitario e sociale, servizi di prevenzione e promozione della salute con l’Infermiere di Famiglia e Comunità, e ambulatori infermieristici sia per seguire in modo integrato le patologie croniche sia per i bisogni occasionali. Nelle strutture lavorano medici di medicina generale, pediatri, specialisti ambulatoriali e infermieri, con a disposizione strumenti di diagnostica di base, come ecografo, elettrocardiografo e spirometro.
Un punto di riferimento per gli anziani
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È soprattutto per la popolazione anziana che la nuova struttura può fare la differenza. Il Punto Unico di Accesso è pensato in particolare per le persone non autosufficienti: operatori sanitari e sociali lavorano insieme per orientare il paziente e prenderlo in carico, unendo risposte sanitarie e socio-assistenziali. Per chi vive con diabete, ipertensione o problemi respiratori significa controlli più vicini, meno spostamenti verso Napoli e una regia unica del proprio percorso di cura. Per le famiglie che assistono un genitore anziano, un luogo a cui rivolgersi senza dover bussare a dieci porte diverse.
La festa e i ringraziamenti mancati
Nel post celebrativo pubblicato dopo l’inaugurazione, il sindaco ha parlato di “giornata storica” e “vittoria straordinaria”, ringraziando una lunga lista di istituzioni e rappresentanti politici. Dall’elenco, però, manca chi negli anni passati ha sostenuto il progetto nelle sedi decisionali. È il tema sollevato anche dal Gazzettino Vesuviano, che nel titolo “Il nastro sì, il voto no” richiama la distanza tra la festa di oggi e le scelte di ieri.
Sulla vicenda è intervenuto l’On. Sergio Vaccaro, ex senatore della Repubblica e da sempre legato a Volla, che sulla sua pagina social ha descritto l’evento come «una festa organizzata da chi, al momento del voto, uscì dall’aula, votò contro o arrivò a dimettersi pur di non vederla nascere».
Vaccaro ricorda di aver sempre sostenuto il presidio «da cittadino» e rivolge il suo ringraziamento a chi ebbe la determinazione di andare avanti: secondo l’ex parlamentare, sono loro, insieme all’ASL, i veri artefici della struttura, e sono anche gli unici rimasti fuori dai ringraziamenti ufficiali. La chiusura è netta: «In politica c’è chi ci crede e ha una visione di paese e chi si presenta all’inaugurazione. Con la banda».
Ora la sfida vera
Al di là delle polemiche, il risultato resta: Volla ha un servizio che mancava. La prova decisiva arriverà nei prossimi mesi, quando si vedrà se la Casa della Comunità avrà personale, orari e servizi all’altezza di ciò che promette. I cittadini, e gli anziani in primo luogo, hanno diritto a una struttura piena, non a un contenitore inaugurato.
