Vai al contenuto
domenica 11 Ottobre 2026 Sfoglia l’edizione di Edizione settembre
Tribune Italia
Da leggere
●Quello che resta della scena: un libro fotografico sul «Pinocchio» di Davide Iodice●Dopo l’acquisto, il resto: come si tutela il valore di un’opera nel tempo●Dentro Studio la Città: quattro mostre per una galleria che si abita più che si visita●A Peccioli il museo a cielo aperto si allarga: due nuove opere per il MACCA●Le «griffe» dei vasai romani: uno studio mappa la terra sigillata del Nord Italia●Gli «sfollati minerari»: il lato oscuro della transizione energetica in Africa●Caregiver familiari, senza un censimento e con 257 milioni per il 2027: «Non vogliamo più essere invisibili»●CinemAmbiente verso i trent’anni: «Il cinema aiuta a cambiare, partendo dalle scelte personali»●Pfas, l’inchiesta di Lavialibera: così le sostanze chimiche russe continuano a entrare in Europa●Sequerciani, il podere della Maremma che prova a tenere insieme vigna, orto, cucina e arte●Milano acquista 70 stampe di Gabriele Basilico: «Ritratti di fabbriche» entra nell’Archivio civico●«Cyberpunk 2077» al cinema: Paramount sviluppa un film live action con Lorenzo di Bonaventura

Arte

Elisabetta Benassi tra architettura e memoria: quando il museo diventa opera

A Roma, una retrospettiva che ridefinisce lo spazio espositivo attraverso strutture brutaliste e un dialogo critico con la modernità.

🗂️Dall’archivio
Contemporary art gallery-hosting Solo exhibition by Siddharth Choudhary
Foto di repertorio · Siddharth Choudhary · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 1200 × 200Scrivici

La ricerca di Elisabetta Benassi si caratterizza per una libertà metodologica che le consente di transitare tra linguaggi e materiali diversi, mantenendo però una coerenza concettuale riconoscibile. Una mostra antologica presso il MACRO di Roma offre l'occasione per esaminare come l'artista romana trasformi lo spazio espositivo stesso in un elemento costitutivo del significato dell'opera.

Lo spazio come dispositivo narrativo

Benassi concepisce la retrospettiva non come semplice presentazione sequenziale di lavori, bensì come un’operazione complessa dove l’allestimento acquisisce dignità autoriale. Le strutture modulari in gesso che attraversano la mostra fungono da quinte teatrali, ciascuna predisposta per contenere e al contempo celare parzialmente le opere. Questo approccio risponde a un’intenzione: restituire ai lavori una cornice che consideri le loro origini specifiche, luoghi e contesti che li hanno generati. Le architetture risultano così da stampi gessosi che portano i segni del loro processo costruttivo, assumendo connotazioni brutaliste e trasformandosi in interventi scultorei indipendenti.

Criticamente moderni

L’artista si rapporta alla storia della modernità con intento critico, cercando di «entrare nella storia non per citarla ma per poterla far rivivere nel presente, creando una sorta di intrusione». Questo atteggiamento genera una temporalità paradossale, dove passato e presente coesistono in una tensione produttiva. La mostra presenta oltre venti anni di produzioni, dal primo decennio del 2000 sino alle opere più recenti, inclusi tre lavori realizzati specificamente per questa occasione. L’ordine presentativo deliberatamente non cronologico sottolinea come la ricerca di Benassi rifiuti classificazioni stilistiche rigide.

Un autoritratto metodologico

Il titolo della mostra rimanda a una possibile descrizione dell’artista nel suo processo creativo: l’esposizione stessa diviene una partitura visiva e linguistica dove le opere si assemblano per associazione e suggestione piuttosto che per narrazione lineare. Le architetture in gesso garantiscono continuità formale e coerenza espressiva, permettendo al visitatore di muoversi in uno spazio dove il pensiero artistico si manifesta non solo negli oggetti esposti, ma nell’orchestrazione complessiva della loro presentazione.

Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 300 × 250Scrivici