L’autoritratto fotografico secondo dieci artisti contemporanei: corpo, sogno e fragilità
Una serie di articoli di Objects racconta come dieci fotografi usano il proprio volto per parlare di intimità, identità e surrealtà
Pubblicità
Fotografarsi per raccontarsi: Objects dedica una raccolta di articoli all'autoritratto fotografico, visto attraverso lo sguardo di dieci artisti contemporanei che lo trasformano in uno strumento di espressione e di introspezione.
Il percorso si apre con una frase di Frida Kahlo: dipingeva autoritratti perché spesso era sola e perché era la persona che conosceva meglio. Da lì i dieci racconti esplorano una bellezza primordiale e autentica, fatta di sentimenti e ragione, vulnerabilità e surrealtà.
Il corpo come tela
La fotografa polacca Iness Rychlik, che oggi vive a Londra, usa il proprio corpo come superficie su cui lavorare e affronta un erotismo concettuale. Il suo progetto nasce anche dall’esperienza personale con una rara forma di ipersensibilità cutanea, che la fotografia le permette di raccontare.
La «piccola bambola»
L’italiana Giulia Grillo, graphic designer conosciuta sui social come Petite Doll, si presenta nelle sue immagini con le vesti di una «piccola bambola», in un linguaggio surreale e bizzarro che rompe i confini della razionalità e apre una dimensione onirica con domande sulla natura della realtà.
Cosa sappiamo
- Tra i dieci fotografi ci sono Iness Rychlik e Giulia Grillo.
Cosa non sappiamo
- Gli altri otto nomi: nell'estratto consultato non sono riportati.
Cosa succede ora
Le fonti non indicano sviluppi.
Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
Pubblicità