Vai al contenuto
domenica 11 Ottobre 2026
Tribune Italia
Da leggere
●Michelangelus: la scrittura di Michelangelo diventa un carattere per Microsoft Office●Quello che resta della scena: un libro fotografico sul «Pinocchio» di Davide Iodice●Dopo l’acquisto, il resto: come si tutela il valore di un’opera nel tempo●Dentro Studio la Città: quattro mostre per una galleria che si abita più che si visita●A Peccioli il museo a cielo aperto si allarga: due nuove opere per il MACCA●Le «griffe» dei vasai romani: uno studio mappa la terra sigillata del Nord Italia●Gli «sfollati minerari»: il lato oscuro della transizione energetica in Africa●Caregiver familiari, senza un censimento e con 257 milioni per il 2027: «Non vogliamo più essere invisibili»●CinemAmbiente verso i trent’anni: «Il cinema aiuta a cambiare, partendo dalle scelte personali»●Pfas, l’inchiesta di Lavialibera: così le sostanze chimiche russe continuano a entrare in Europa●Sequerciani, il podere della Maremma che prova a tenere insieme vigna, orto, cucina e arte●Milano acquista 70 stampe di Gabriele Basilico: «Ritratti di fabbriche» entra nell’Archivio civico

Turismo

Nel cuore del Monferrato, quando l’ospitalità diventa filosofia di vita

La storia di un relais piemontese che trasforma il turismo in ricerca di senso

🗂️Dall’archivio
Nel cuore del Monferrato, quando l’ospitalità diventa filosofia di vita
Foto di repertorio · Phyrexian · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 1200 × 200Scrivici

In provincia di Alessandria, sulle colline di Montaldo Scarampi, è nato un progetto che supera i confini tradizionali dell'accoglienza. Cà del Profeta non si limita a offrire camere e pasti: rappresenta un tentativo consapevole di costruire uno spazio dove ogni dettaglio parla di una ricerca più profonda, quella di riconciliare il viaggiatore con sé stesso e con il paesaggio che lo circonda.

Raggiungere questo relais significa attraversare una trasformazione graduale. La salita che conduce tra i vigneti opera un rallentamento percettivo: il paesaggio si dilata, i ritmi si modificano. Non si tratta di una costruzione scenica, bensì di una progettazione consapevole dello spazio e dell’esperienza che lo percorre. Secondo Hotel and Travel Magazine, l’atmosfera che emerge da questo luogo rivela una «armonia precisa, fatta di dettagli che vibrano». L’elemento umano risulta decisivo nel caratterizzare questa dimensione: Anderson Hernanes, ex calciatore brasiliano oggi proprietario, ha canalizzato la propria ricerca personale verso la creazione di un ambiente dove l’accoglienza si traduce in energia consapevole e trasmissibile.

La cucina come specchio del territorio

Lo chef Antonio Di Leo, nato nel 1984 a Torino, incarna una visione che parte dal territorio ma non vi resta confinata. I piatti proposti nel ristorante – accessibile anche a ospiti esterni – raccontano una filosofia dove l’esplorazione coesiste con il radicamento locale. Tra le creazioni proposte, “Da cuore a cuore” esemplifica questa tensione: un dialogo fra il carciofo e altri ingredienti che costruisce complessità dalla semplicità. La Pasta al limone rappresenta una contaminazione deliberata: rievoca uno spaghetto storico della Latteria milanese, ma lo reinterpreta attraverso la lente della gestione integrale dell’ingrediente, dove nulla viene scartato. I percorsi degustazione e il menù alla carta permettono ai commensali di scegliere il grado di immersione nella proposta.

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 1200 × 200Scrivici

Lo spazio del silenzio

La struttura comprende cinque camere immerse nel contesto paesaggistico, una piscina panoramica e una zona benessere. Ogni elemento ambientale partecipa a una narrazione complessiva dove il silenzio non rappresenta assenza, ma presenza costruita. Il Grignolino presente nella proposta enologica – caratterizzato da leggerezza cromatica e profondità olfattiva – funziona come ponte fra il paesaggio e l’esperienza sensoriale del viaggiatore. La figura di Jasmina in sala incarna una dimensione ulteriore: la qualità della mediazione umana fra il progetto e chi lo riceve.

L’utopia del quotidiano

Secondo la rivista, Cà del Profeta rappresenta un’«utopia possibile», costruita attraverso scelte metodiche, sensibilità estetica e una definizione precisa di bellezza. La proposta non aspira a essere una soluzione universale, ma piuttosto un modello di come rigore, coerenza e una visione unificante possano trasformare uno spazio in esperienza significativa.

Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 300 × 250Scrivici