Michelangelus: la scrittura di Michelangelo diventa un carattere per Microsoft Office
Commissionato dalla Fabbrica di San Pietro e disegnato da studiogusto®: oltre 500 glifi in quattro stili, gratuito per tutti
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Un nuovo carattere tipografico, nato dallo studio dei manoscritti di Michelangelo e commissionato dalla Fabbrica di San Pietro, entra gratuitamente nei programmi di Microsoft 365.
Michelangelo Buonarroti ha ora un alfabeto che chiunque può usare sul proprio computer. Si chiama Michelangelus ed è un nuovo carattere tipografico ispirato alla sua scrittura: lo ha commissionato la Fabbrica di San Pietro, lo ha disegnato lo studio studiogusto® e lo si trova integrato nell’ecosistema Microsoft 365 Office, quindi nei programmi con cui ogni giorno si scrivono documenti, presentazioni e messaggi.
Cinquecento segni e quattro stili
La famiglia comprende oltre cinquecento glifi in quattro varianti: Regular, Italic, Bold e Bold Italic. È distribuita gratuitamente a persone e organizzazioni, con una licenza pensata per proteggere l’integrità del progetto e regolarne la diffusione.
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Dagli archivi alla lettera
Il lavoro è partito dallo studio di documenti originali conservati nell’archivio della Fabbrica di San Pietro, nell’Archivio Apostolico Vaticano e a Casa Buonarroti, a Firenze. I progettisti hanno misurato inclinazioni, terminazioni, proporzioni, l’alternarsi di curve e angoli e il rapporto fra segno e spazio vuoto. Ne è emersa una scrittura retta da una struttura precisa, quasi architettonica, in cui energia e disciplina convivono nella stessa lettera.
Non si tratta quindi di una semplice copia calligrafica. Lo studio ha cercato la logica visiva della mano di Michelangelo e l’ha trasformata in regole che funzionano tanto nella stampa quanto negli ambienti digitali: le irregolarità di un gesto individuale diventano un alfabeto coerente, leggibile e riproducibile.
Due Michelangelo in una famiglia di lettere
Le minuscole custodiscono soprattutto la dimensione privata dell’artista, quella di lettere e appunti. Le maiuscole richiamano invece la sua presenza monumentale, dalla Pietà alla cupola della Basilica. Nello stesso carattere dialogano così l’uomo che scrive e il maestro che dà ordine allo spazio.
Il patrimonio che diventa strumento
Michelangelus mostra anche un diverso modo di valorizzare gli archivi. Un fondo documentario si fa strumento operativo e circola attraverso una delle piattaforme di produttività più diffuse al mondo: scrivere una parola con questo carattere significa riattivare proporzioni e ritmi nati più di cinque secoli fa. Per la Fabbrica di San Pietro è una nuova forma di accessibilità, che porta il legame con Michelangelo oltre la Basilica, fino a scuole, studi professionali, imprese e utenti privati. Per Microsoft è l’occasione di ampliare il ruolo del carattere tipografico come elemento culturale dell’ambiente digitale.
Dietro il progetto c’è infine una collaborazione sempre più frequente fra istituzioni storiche, aziende tecnologiche e studi creativi, in cui ricerca d’archivio, sensibilità tipografica, progettazione vettoriale e distribuzione internazionale si tengono insieme. Cinquecento anni dopo, la scrittura di Michelangelo conserva ciò che aveva sul foglio: pieni e vuoti, ritmo, tensione, ordine.