Sequerciani, il podere della Maremma che prova a tenere insieme vigna, orto, cucina e arte
Nel Grossetano, sotto il borgo medievale di Tatti, 170 ettari coltivati con metodo biodinamico e un agri-ristorante che mette il paesaggio nel piatto
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Vicino a Gavorrano, nel Grossetano, Sequerciani è una tenuta di 170 ettari nata dall'idea dell'imprenditore e regista svizzero Ruedi Gerber: un progetto di territorio in cui agricoltura, ospitalità, cucina e arte vengono pensate come un unico organismo.
Sotto il borgo medievale di Tatti, nella Maremma grossetana, la tenuta Sequerciani occupa 170 ettari: quattordici vigneti, ulivi, grano, ortaggi e frutta. Come in molti agriturismi si producono vino, olio e miele, ma qui il punto di partenza è un altro. Il progetto nasce dalla visione di Ruedi Gerber, imprenditore e regista svizzero, che all’inizio degli anni Novanta arrivò a Tatti senza l’idea di trasformare un luogo: voleva, come si racconta, ascoltarlo e trovarvi il proprio angolo di pace.
Il paesaggio come punto di partenza
Da quell’incontro è cresciuto un percorso lento e condiviso, in cui agricoltura, architettura, accoglienza e pratica artistica si sono intrecciate. Il paesaggio, nelle intenzioni di chi guida la tenuta, non è uno sfondo: orienta ogni scelta, dalle colture all’ospitalità, e sostiene la volontà di contribuire a una nuova stagione per il borgo di Tatti.
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Biodinamica e filiera corta
L’azienda adotta l’agricoltura biodinamica e ragiona secondo la logica del «dalla fattoria alla tavola». Intorno alla tenuta ruotano una trentina di produttori locali, che formano una sorta di biodistretto e forniscono lavoro, materie prime e supporto per vino, olio, pane e miele. L’idea è che Sequerciani possa diventare un modello per l’economia dell’intera Maremma.
Un ristorante dentro il podere
A rendere visibile la filosofia del progetto c’è l’agri-ristorante Paesìa, ospitato nel podere. In cucina lavora Marco Crippa, chef bergamasco di 47 anni con esperienze tra Stati Uniti, Trussardi alla Scala e il ristorante stellato Nublo, in Spagna. La sua cucina privilegia il vegetale, la stagionalità e la precisione del gesto, e usa la tecnica come strumento per rendere gli ingredienti più nitidi, non come esibizione. La carta è essenziale; gli ospiti possono scegliere fra tre percorsi degustazione, abbinabili ai vini della tenuta e a una selezione di produttori del territorio.
Cosa sappiamo
- La tenuta si estende per 170 ettari e comprende 14 vigneti, ulivi, grano, ortaggi e frutta.
- Intorno al progetto ruotano 30 produttori locali.
- L'agri-ristorante Paesìa è guidato dallo chef Marco Crippa e propone tre percorsi degustazione.
Cosa non sappiamo
- Non sono indicati numeri di produzione né prezzi dei percorsi.
Cosa succede ora
Il progetto continua a crescere attorno al ristorante e al recupero del borgo di Tatti.
Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
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