Vai al contenuto
lunedì 12 Ottobre 2026
Tribune Italia
Da leggere
●Michelangelus: la scrittura di Michelangelo diventa un carattere per Microsoft Office●Quello che resta della scena: un libro fotografico sul «Pinocchio» di Davide Iodice●Dopo l’acquisto, il resto: come si tutela il valore di un’opera nel tempo●Dentro Studio la Città: quattro mostre per una galleria che si abita più che si visita●A Peccioli il museo a cielo aperto si allarga: due nuove opere per il MACCA●Le «griffe» dei vasai romani: uno studio mappa la terra sigillata del Nord Italia●Gli «sfollati minerari»: il lato oscuro della transizione energetica in Africa●Caregiver familiari, senza un censimento e con 257 milioni per il 2027: «Non vogliamo più essere invisibili»●CinemAmbiente verso i trent’anni: «Il cinema aiuta a cambiare, partendo dalle scelte personali»●Pfas, l’inchiesta di Lavialibera: così le sostanze chimiche russe continuano a entrare in Europa●Sequerciani, il podere della Maremma che prova a tenere insieme vigna, orto, cucina e arte●Milano acquista 70 stampe di Gabriele Basilico: «Ritratti di fabbriche» entra nell’Archivio civico

Editoria

Il lato oscuro della sorveglianza digitale domestica e professionale

Tra app di controllo parentale e software aziendali, la tecnologia ridisegna i confini della privacy privata

🗂️Dall’archivio
White surveillance camera monitoring dark
Foto di repertorio · autore sconosciuto · CC0 · rawpixel

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 1200 × 200Scrivici

La proliferazione di applicazioni di tracciamento rappresenta una questione cruciale nella società contemporanea. Mentre le istituzioni dispongono di sofisticati dispositivi di sorveglianza statale, strumenti ben più accessibili consentono a privati di monitorare persone a loro vicine senza particolari competenze tecniche.

Tre forme di controllo digitale quotidiano

Il mercato offre soluzioni tecnologiche diversificate accomunate dal medesimo scopo: tracciare i movimenti altrui. Secondo l’articolo di Irpi Media del 2024, i datori di lavoro possono registrare ogni attività digitale dei propri impiegati, i genitori seguire gli spostamenti dei figli, i partner controllare la localizzazione del coniuge. Sebbene rispondano a finalità teoricamente differenti, queste applicazioni condividono una caratteristica fondamentale: mettono il potere di sorveglianza nelle mani di individui comuni, riducendo drasticamente le barriere tecniche all’accesso.

Ambiguità normativa e conseguenze sulla libertà

La dimensione legale rimane confusa e frammentaria. Secondo la rivista, lo stalkerware rappresenta un reato chiaramente identificato, mentre i software destinati al monitoraggio lavorativo e al controllo genitoriale operano in una zona grigia normativa. Pur essendo soggetti a limitazioni in alcuni ordinamenti, questi ultimi permanentizzano un modello di controllo continuo che rischia di erodere gradualmente lo spazio di libertà personale. Il presupposto sotteso è esplicito: la ricerca ossessiva di possedere la totalità informativa altrui.

Il desiderio di controllo come motore

Dietro la normalizzazione di questi strumenti, secondo l’analisi della rivista, si cela un bisogno psicologico di dominio: il desiderio di conoscere ogni dettaglio della vita altrui. Questo fenomeno travalica il semplice ambito della sicurezza informatica, rivelando dinamiche relazionali problematiche, siano esse coniugali, genitoriali o professionali. La tecnologia, in questo caso, amplifica e facilita tendenze umane che rimanevano precedentemente contenute dai limiti pratici.

Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

Pubblicità

Tribune Italia · spaziQuesto spazio aspetta teSpazio disponibile · 300 × 250Scrivici