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lunedì 12 Ottobre 2026
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Arte

Il santuario nascosto del Giura: quando i Celti celebravano il sacro nella terra

Straordinarie scoperte sul plateau svizzero rivelano rituali e misteri di una comunità dimenticata.

🗂️Dall’archivio
Il santuario nascosto del Giura: quando i Celti celebravano il sacro nella terra
Foto di repertorio · Odrade123 · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

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Tra i laghi della Svizzera occidentale giace uno dei siti archeologici più enigmatici dell'Europa celtica. Nel corso di un decennio di scavi, gli archeologi hanno portato alla luce oltre quattrocento strutture sepolte che raccontano di pratiche rituali complesse e ancora in parte incomprese, risalenti all'ultimo periodo dell'età del Ferro.

Una scoperta casuale trasforma la ricerca

Nel 2006, lavori preparatori per l’estrazione di materiale calcarea su un altopiano del Canton Vaud mise allo scoperto un patrimonio archeologico straordinario. La zona minacciata dai lavori di una cava si rivelò essere un luogo di importanza scientifica e culturale rilevante. Gli archeologi poterono così intervenire sistematicamente, esplorando più di otto ettari sotto la mandato dell’autorità cantonale. Quello che emerse fu un quadro archeologico complesso e articolato, frutto di oltre due secoli di frequentazione rituale dello spazio.

Fosse rituali e deposizioni significative

Il paesaggio sotterraneo del Mormont parla attraverso le sue fosse profonde. Tra gli elementi più particolari, centinaia di depressioni artificiali scavate raggiungono profondità fino a cinque metri. All’interno, gli archeologi hanno rinvenuto oggetti ancora integri, resti faunistici e deposizioni umane. Ciò che sorprende non è la semplice presenza di questi materiali, bensì la cura metodica con cui furono disposti intenzionalmente: «teste mozzate» collocate insieme ad altri reperti «deposti intenzionalmente con cura», secondo quanto documentato durante le indagini. Insieme alle fosse si contano anche i resti di focolari, circa cento buche di palo che appartenevano a strutture abitative, e aree di scarto.

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Il significato di uno spazio comunitario

L’insieme di queste evidenze suggerisce una funzione speciale del sito. Non si tratta di un insediamento ordinario, ma di uno spazio pubblico destinato a raduni e cerimonie di rilevanza collettiva. La natura dei depositi, la loro disposizione attenta e il ventaglio di attività rintracciate attraverso le strutture indicano un luogo dove la comunità locale celtica si riuniva per celebrare momenti cruciali dal punto di vista religioso e sociale. Il periodo di utilizzo più intenso risale tra il II e il I secolo avanti Cristo.

Il quesito ancora aperto

Rimane tuttora irrisolto il quesito relativo all’identità precisa della popolazione che frequentava il Mormont. Gli Elvezi, la nazione celtica successivamente nota dalla documentazione romana, non appaiono sulle scene storiche fino a qualche decennio dopo, quando gli scritti di Giulio Cesare iniziarono a menzionarli. Pertanto, chi vivesse sul plateau giurese prima di allora resta materia di ricerca aperta.

Sintesi della redazione di Tribune Italia sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

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